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Nel Lazio divieto di lavorare nelle ore più calde. Vale fino al 15 settembre ma non per tutti
Oggi 23-05-26, 13:09
Con l'arrivo del caldo estivo e il conseguente aumento delle temperature, nel Lazio anche quest'anno scatta il divieto di lavorare nelle ore centrali della giornata. Lo ha deciso la Regione, con un'ordinanza firmata dal presidente Francesco Rocca, che proibisce il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole, dalle 12.30 alle 16, con efficacia immediata e fino al 15 settembre prossimo. In particolare, la Giunta Rocca interviene per migliorare le condizioni di lavoro di alcune categorie professionali. L'ordinanza si applica su tutto il territorio regionale nelle aree interessate dallo svolgimento di attività nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili, nelle cave e relative pertinenze esterne, nella logistica di piazzale e nelle attività di consegna di beni per conto terzi in ambito urbano, anche tramite velocipedi o veicoli a due ruote a motore. Il limite vale esclusivamente nei giorni in cui la mappa del rischio del sistema "Worklimate", riferita ai lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa alle 12, indica un livello di rischio "alto". L'ordinanza non si applica alle Pubbliche amministrazioni, ai concessionari di pubblici servizi quando eseguano interventi di pubblica utilità, di protezione civile. La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori "prima di tutto: anche quest'anno interveniamo con tempestività per proteggere chi svolge attività particolarmente esposte alle alte temperature e ai rischi legati alle ondate di calore - dichiara il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca - Un atto di responsabilità e di civiltà, che mette al centro la salvaguardia delle persone e la dignità del lavoro". La Regione Lazio "continuerà a monitorare con attenzione l'evoluzione delle condizioni climatiche, adottando ogni misura necessaria per garantire sicurezza e prevenzione". Sin dai prossimi giorni, sottolinea il governatore, "convocheremo un tavolo con le organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria e tutte le istituzioni coinvolte al fine di monitorare, e qualora si renda necessario attuare l'ordinanza, con ulteriori misure".
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