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Neoplasie sangue, esperti: "Con Labnet in 20 anni eseguiti 200mila esami a 15mila pazienti"
Oggi 26-05-26, 12:35
Roma, 26 mag. (Adnkronos Salute) - Ben 160 centri clinici, 60 laboratori specialistici, 15mila pazienti raggiunti e oltre 200mila esami eseguiti. Sono questi alcuni dei dati che descrivono la ventennale attività di LabNet, una rete nazionale gestita da Fondazione Gimema e finanziata da soggetti privati, tra cui Ail, che collega, attraverso una piattaforma digitale, centri clinici e laboratori specialistici. L'obiettivo "è rendere accessibile la diagnostica avanzata in ematologia offrendo prestazioni uniformi su tutto il territorio nazionale". LabNet "ha creato un modello che rafforza la qualità diagnostica, la tempestività della presa in carico e il monitoraggio clinico. In totale si stima un impatto socio-economico di 16 euro per ogni euro investito in LabNe"t. Tra il 2021 e il 2023, nel progetto LabNet Cml — uno dei quattro attivi nella Rete — "381 pazienti hanno raggiunto una risposta molecolare ai trattamenti, consentendo la sospensione delle terapie non più necessarie in circa la metà dei casi e generando un beneficio netto di 6,8 milioni di euro per il Servizio sanitario nazionale". È quanto emerge oggi a Roma durante un evento, al ministero della Salute, dal titolo 20 anni di LabNet attività, risultati e prospettive di sviluppo. L'iniziativa, patrocinata da Ail e da Fondazione Gimema, è stata realizzata da Teha con il contributo non condizionante di Novartis e ha visto la partecipazione di rappresentanti di clinici, pazienti ed Istituzioni. "In questi ultimi 20 anni abbiamo costruito un modello unico di collaborazione tra centri clinici, laboratori specialistici, istituzioni e partner privati capace di generare valore concreto per il Ssn per la ricerca ma, soprattutto, di offrire un servizio ormai indispensabile per tutti i pazienti affetti da neoplasie ematologiche - sottolinea Marco Vignetti, presidente di Fondazione Gimema -LabNet ha, infatti, migliorato la qualità dell'assistenza ai pazienti, offrendo diagnosi rapide, precise e uniformi sul territorio nazionale, contribuendo in modo sostanziale, tra l'altro, a garantire a tutti l'equità di accesso alle cure più innovative. Allo stesso tempo ha creato una piattaforma strategica per la ricerca clinica e traslazionale. L'auspicio è che questa rete sia riconosciuta come un patrimonio strategico del Paese e che di conseguenza possa essere sostenuta, perché rappresenta non solo un modello di cura equo ed efficace, ma anche una leva fondamentale per il futuro del Ssn". LabNet è nata ufficialmente nel 2008, anche se le prime iniziative di standardizzazione della diagnostica molecolare nella leucemia mieloide cronica risalgono al 2006. Attualmente è articolata in quattro progetti: oltre alla leucemia mieloide cronica (LabNet Cml), leucemia mieloide acuta (LabNet Aml) dal 2016, neoplasie mieloproliferative Ph negative (JakNet) dal 2018 e dall'anno successivo sindromi mielodisplastiche (LabNet Mds). Si tratta di una rete di professionisti unica nel suo genere nel panorama italiano. Da un lato LabNet rende possibile una diagnostica d'eccellenza più precisa, uniforme e tempestiva, aiutando il clinico nella classificazione della malattia, nel suo monitoraggio e nelle decisioni terapeutiche. Dall'altro, l'elevata qualità delle procedure messe a punto e periodicamente convalidate può diventare un elemento portante di grandi progetti di ricerca clinica. "In questi 20 anni abbiamo assistito a un'evoluzione straordinaria dell'ematologia: diagnosi sempre più precise e terapie mirate hanno aperto prospettive impensabili fino a poco tempo fa - puntualizza Giorgina Specchia, componente del Comitato scientifico di Ail - Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma -. A sostenere concretamente questo percorso sono anche iniziative come LabNet, promossa dal Gimema e co-finanziata da Ail, che garantiscono standard diagnostici elevati, offrendo ai pazienti un monitoraggio più accurato e tempestivo e percorsi di cura più appropriati. I benefici concreti riguardano infatti il sistema sanitario, che risulta più efficiente e in grado di ottimizzazione i costi, ma vi sono però anche grandi vantaggi per pazienti e caregiver, soprattutto in termini di minore mobilità e, al tempo stesso, di riduzione degli spostamenti per esami e terapie, con circa 500mila chilometri risparmiati ogni anno a migliaia di famiglie". Il valore di questo modello organizzativo trova oggi crescente attenzione anche nei processi di programmazione sanitaria: l'appartenenza a LabNet è stata infatti utilizzata da Agenas tra i criteri per la selezione dei centri ematologici della Rete Nazionale Tumori Rari. In questa direzione si muove anche il Piano oncologico nazionale 2023-2027, che auspica l'inserimento nei sistemi sanitari regionali di reti specializzate di laboratori dedicate alla diagnostica avanzata in ematologia, a garanzia di efficacia ed economicità. "Da diversi anni Teha ha intrapreso un percorso di ascolto e confronto con i principali stakeholder, a partire dalle società scientifiche e dai pazienti, sulle sfide organizzative per i tumori del sangue, che interessano circa mezzo milione di italiani e rappresentano il 10% di tutte le neoplasie. Tra le priorità di azione ci sono certamente la riorganizzazione e il potenziamento della complessa attività diagnostica – conferma Daniela Bianco, Partner, The European House - Ambrosetti e Responsabile Practice Health & Life Sciences, Teha Group -. Sarebbe indispensabile garantire un maggiore coordinamento tra le reti regionali e le reti di professionisti già organizzate e operative sul territorio nazionale, come LabNet, e supportare una sostenibilità nel tempo".
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