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Non solo Spin Time. Primo sì del Comune per comprare l'ex Ipab occupato
Oggi 05-08-26, 09:00
Tutti i riflettori sono puntati sul centro sociale Spin Time, che dalla sera dell'incendio il 29 luglio scorso monopolizza i tavoli istituzionali e ha mobilitato il solito mondo politico-intellettuale, oltre ad avere suscitato l'interessamento costante del Vaticano, sempre presente ai tavoli in Prefettura. In realtà però in questi giorni lo sguardo del Campidoglio è rivolto anche verso un'altra grande occupazione cara ai «Movimenti». In piena estate, senza clamore né annunci, la giunta del sindaco Roberto Gualtieri ha approvato lo schema di protocollo d'intesa con l'«Asp Istituto Romano di San Michele» e la Regione Lazio sull'ex Ipab di via del Casale de Merode, a Tor Marancia, dove dal 2004 due palazzine sono occupate abusivamente da un centinaio di persone. L'obiettivo capitolino è sempre lo stesso: comprare l'immobile per adibirlo a case popolari, ma con un dettaglio fondamentale: le assegnazioni dei futuri alloggi non dovranno seguire esclusivamente la graduatoria bensì l'ormai consueto circuito preferenziale per gli occupanti abusivi. «L'eventuale acquisizione degli immobili - si legge infatti all'articolo 2 dello schema d'intesa - è finalizzata alla loro riqualificazione e destinazione ad alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp), tenuto conto dei nuclei familiari ivi presenti che si trovino in condizioni di disagio economico e sociale e che risultino in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente in materia di Erp, meritevoli di tutela». Da nessuna parte si accenna alla graduatoria vigente, dove aspettano un tetto circa 17 mila persone. D'altronde la manovra che il Campidoglio ha in mente sull'ex Ipab replica quella già eseguita per il palazzo di via Bibulo (acquisto approvato dall'Assemblea capitolina per 22 milioni di euro) e per la ex caserma di via del Porto Fluviale, ristrutturata con 11 milioni del Pnrr e riconsegnata agli occupanti. Anche su Spin Time - se il Comune convincerà la proprietà - il meccanismo dovrebbe essere lo stesso, complicato però dal fatto che quelli all'Esquilino sono uffici e non case, che ci sono due sequestri e che la sicurezza degli spazi in cui gli occupanti vorrebbero rientrare è decisamente dubbia. Il filo conduttore di tutte queste vicende è comunque l'utilizzo di soldi pubblici, quelli delle tasse dei romani, per comprare palazzi occupati e riconsegnarli agli abusivi invece di premiare chi ha aspettato in graduatoria, senza «saltare la fila». Oltretutto, se l'operazione De Merode andrà in porto, per Gualtieri sarà già la terza in meno di cinque anni. Di certo farebbe contenti i manifestanti che nel 2023 - guidati da uno dei leader dei movimenti romani, Luca Fagiano - hanno occupato l'atrio del palazzo della Giunta regionale perché con il cambio di amministrazione, da Nicola Zingaretti a Francesco Rocca, sembrava archiviato il progetto di conversione dell'ex Ipab in case popolari con 23 milioni di euro. L'amministrazione di centrodestra infatti aveva «osato» ipotizzare di trasformarlo in una struttura dedicata agli anziani. Tornando all'oggi, lo schema d'intesa approvato in Campidoglio prevede una «collaborazione» di «carattere istruttorio e non vincolante quanto all'esito negoziale». Bisognerà prima verificare «la fattibilità tecnica, economica e giuridica dell'operazione» e solo al termine di queste valutazioni partiranno «le procedure formali per l'acquisizione». Gli occupanti dovranno avere ancora un po' di pazienza.
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