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Pd-Cgil asse contro Conte: ecco il patto sulla patrimoniale
Oggi 06-06-26, 10:57
«Seconda stella a destra, questo è il cammino». La nuova isola che non c'è che accomuna Elly Schlein e Maurizio Landini ha un nome noto: patrimoniale. Un classico intramontabile della sinistra che torna periodicamente ad affacciarsi nel dibattito pubblico. Questa volta , per la leader del Pd, è qualcosa di più di una bandiera identitaria: è lo strumento con cui provare a differenziarsi da Giuseppe Conte in chiave primarie. In più l'esca perfetta per assicurarsi i favori della macchina organizzativa della Cgil. Uno scambio alla pari: io rilancio una tua battaglia storica, tu mobiliti i tuoi voti ai gazebo. E infatti giovedì sera, in una Feltrinelli del centro di Roma, girava aria di grande accordo: baci ed abbracci tra l'inquilina del Nazareno e il leader di Corso Italia. Tra il pubblico accorso alla presentazione di un dossier sull'Italia che non arriva a fine mese, si scorgono volti noti dell'establishment dem: l'ex ministro Roberto Speranza e la vicepresidente del Senato Anna Rossomando (area Orlando). Esordisce la segretaria, in versione casual, giacca color rubino su camicia bianca: «Per me non può essere un tabù una discussione su una tassazione sui miliardari a livello europeo». Insomma patti chiari, amicizia lunga. Poi la concessione: «So che ci sono idee anche diverse all'interno della nostra alleanza progressista e, come su ogni altro tema, discuteremo anche di questo». Ieri a Rapallo davanti ai giovani industriali morde il freno: «Comunque non è nel programma». In questa fase l'importante è distinguersi: la patrimoniale diventa così l'argine che qualifica la sinistra (Pd, Cgil, Avs) rispetto allo sfidante del M5S (e a eventuali altri della quarta gamba centrista). Si unisce il co leader di Avs Angelo Bonelli: «C'è una grande questione su cui si può immaginare un contributo di solidarietà, una tassa di scopo sui super ricchi». Ha già pronta una personalissima lista di proscrizione: in Italia i Paperoni sono 79 «con un patrimonio complessivo di 357 miliardi di euro». Se il quadro della gauche è completato, i distinguo cominciano ad affiorare ascoltando i partner di coalizione. Da via di Campo Marzio è il deputato Francesco Silvestri a mettere i puntini sulle i: «Prendere e fare una patrimoniale qui in Italia dal nostro punto di vista non è un buon ragionamento». Scettico Matteo Renzi: «Il dibattito sulla patrimoniale funziona bene come slogan ma poi nella realtà...». Esattamente lo stesso giudizio di Romano Prodi. L'obiettivo del Nazareno è comunque raggiunto e l'accordo con il sindacato da considerarsi cosa fatta. Un'intesa cementata con le piazze pro Pal e con il referendum sulla giustizia di marzo. Con un'inversione di ruoli: Landini detta l'agenda politica, Schlein la segue. Un tandem che i fedelissimi della segretaria considerano importantissimo, in vista delle primarie che potrebbero svolgersi tra novembre e dicembre. L'ex presidente del Consiglio nel frattempo non rimane con le mani in mano, se la concorrente punta a sinistra, lui va dalla parte opposta. L'avvocato vuole diventare l'interlocutore privilegiato dei moderati, e per essere sicuro del risultato sta seguendo da vicino l'incubazione del progetto civico dell'assessore capitolino Alessandro Onorato. C'è un amico fidato a seguire il cantiere: Goffredo Bettini. Morale: mentre al Nazareno ci si stringe attorno a un feticcio ideologico pur di comprare i voti della Cgil, Conte balla al centro. La sua non è un'utopia, è aritmetica spicciola: svuotare il Pd sul fianco moderato e cannibalizzare il voto civico. Altro che favole: la sua isola che non c'è è una trappola d'acciaio tesa a Elly Schlein.
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