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Presentata a Roma l'Associazione Chirurgia Senza Barriere
Oggi 12-06-26, 10:44
Roma, 12 giu. (askanews) - È stata presentata a Roma, presso La Vaccheria, l'Associazione di Promozione Sociale Chirurgia Senza Barriere, fondata per sostenere cure chirurgiche ambulatoriali e odontoiatriche inclusive, costruite sui bisogni delle persone con disabilità grave e non collaboranti. L'Associazione nasce dalle difficoltà che, troppo spesso, vengono fronteggiate dalle persone con deficit comunicativi e di collaborazione in una visita o in un intervento chirurgico. Il Prof. Pietro Grasso, Presidente dell'Associazione di promozione sociale 'Chirurgia Senza Barriere' ha dichiarato: "Ci proponiamo di facilitare le modalità di accesso alle cure in particolare sviluppandole in un setting, cioè in una modalità organizzativa che è di tipo ambulatoriale. Noi vogliamo integrarci, vogliamo collaborare in una logica di sussidiarietà ovvero laddove, per vari motivi, il Servizio Sanitario Nazionale abbia difficoltà a gestire l'accesso a questi pazienti non collaboranti". Il modello innovativo, scalabile e replicabile introdotto a livello nazionale da Chirurgia Senza Barriere viene è stato sviluppato in collaborazione con professionisti sanitari, università e centri di eccellenza. Il progetto introduce, ad esempio, il Triage Sensoriale. Ha parlato così il Prof. Livio Gallottini, socio fondatore e consigliere dell'Associazione di promozione sociale 'Chirurgia Senza Barriere': "Il modello è quello di permettere a questi pazienti di poter accedere a delle cure di secondo livello, perché ambulatorialmente questi pazienti non si fanno visitare, non eseguono radiografie e purtroppo si rivolgono ai medici solamente in urgenza, perché non riescono neanche a fare prevenzione. Quindi bisogna creare delle strutture integrate con il resto della sanità, sia pubblica che privata, dove il paziente, in sicurezza, può essere sedato e può fare sia diagnosi che cura". "Quello che ci serve è fare rete, è diffondere le buone pratiche, le giuste pratiche, quelle che funzionano su tutti i territori perché purtroppo, a volte, non si sa chi sta nei piccoli paesi, nei centri o è distante dalla città e che non riesce molto spesso ad arrivare alle cure che servono" ha aggiunto la caregiver Monia Magliocco. L'eticità del progetto, inoltre, si configura anche sulla sussidiarietà economica, ponendosi l'obiettivo di prevedere, ove possibile, la gratuità per le persone socialmente più esposte e in condizioni di maggiore fragilità.
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