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Pro-pal contro l'azienda israeliana Teva, ma all'Italia ha fatto risparmiare 1,16 miliardi
Oggi 23-06-26, 18:44
In occasione dei trent'anni di presenza in Italia, l'azienda farmaceutica israeliana Teva ha presentato a Roma il proprio contributo offerto alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale e alla ricerca innovativa concentrata in particolare nelle neuroscienze e nell'immunologia. Il suo lungo percorso, iniziato nel 1996, è costellato di successi e nel 2025 ha portato alla distribuzione di oltre 101 milioni di confezioni di farmaci nel canale retail e ha sfiorato i 150 milioni di unità nel canale ospedaliero. Complessivamente, tra il 2022 e il 2025, i volumi hanno superato rispettivamente i 400 milioni di confezioni nel retail e i 552 milioni di unità nel canale ospedaliero. L'azienda accompagna quindi quotidianamente pazienti e operatori sanitari in farmacia e in ospedale lungo tutto il percorso di cura, considerando che quasi 1 farmaco equivalente su 4 distribuito in Italia è un prodotto Teva. Nel 2025 i farmaci equivalenti di Teva hanno consentito al Servizio Sanitario Nazionale un risparmio stimato di 350 milioni di euro. Valore che supera l'1,16 miliardi di euro nel periodo 2022-2025. "Trent'anni di presenza in Italia ci consegnano una responsabilità chiara: contribuire in modo continuativo alla sostenibilità e all'evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale, garantendo accesso alle cure, qualità e continuità terapeutica per milioni di persone - ha detto Umberto Comberiati, Amministratore Delegato e Presidente di Teva Italia - Oggi i farmaci equivalenti non rappresentano soltanto uno strumento di efficienza: sono una componente strutturale del sistema salute, capace di sostenere la gestione delle cronicità, ridurre le barriere di accesso e liberare risorse da reinvestire nell'innovazione e nei servizi" . Il valore degli equivalenti assume particolare rilievo alla luce dei cambiamenti demografici ed epidemiologici del Paese. In Italia, 13 milioni di persone convivono oggi con almeno due patologie croniche, il 30% in più rispetto al 1993. Patologie che richiedono una gestione continuativa, spesso per molti anni, e per le quali accessibilità economica, aderenza e continuità terapeutica rappresentano componenti fondamentali del percorso di cura. Il successo di oggi è minato però dalla campagna di boicottaggio organizzata dai pro-pal, che ha avuto nel recente periodo delle ripercussioni anche sui dipendenti.
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