s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
"Ranucci non è Cappuccetto rosso". Report, Lavitola e la bomba, Capezzone smonta le narrazioni di comodo
Oggi 11-08-26, 09:42
L'arresto di Valter Lavitola rappresenta una svolta nell'inchiesta romana sull'ordigno esploso davanti alla casa di Sigfrido Ranucci, il 16 ottobre dello scorso anno, a Campo Ascolano, nel litorale a sud della Capitale. Ma mostra anche un'attitudine, in certi ambienti, a costruire narrazioni di comodo. "Non è che possiamo descrivere Lavitola come un genio del male e il principale giornalista d'inchiesta del servizio pubblico come un tontolone, un Cappuccetto Rosso che viene imbrogliato dal lupo cattivo che si veste da nonna", fa notare Daniele Capezzone nel corso della puntata di lunedì 10 agosto di Filorosso, il programma condotto su Rai 3 da Antonino Monteleone. Il direttore de Il Tempo prende le distanze da certe ricostruzioni che ignorano o minimizzano il rapporto di amicizia tra i due protagonisti della vicenda: "Il tema è un altro, se vogliamo ricondurre la discussione su binari laici. Ognuno di noi ha delle fonti e può benissimo accadere che la tua fonte non sia madre Teresa di Calcutta - argomenta Capezzone - come dicono gli inglesi puoi anche mangiare la minestra con il diavolo, ma occorre un lungo cucchiaio. Se tu invece scegli di stare a pranzo e cena con lui, nell'intimità per molto tempo, può benissimo darsi che tu sia stato ingannato, non c'è dubbio, ma può anche darsi che tu sia stato molto imprudente". Non solo. Può darsi che "tu abbia superato per te stesso la soglia che non consenti agli altri di superare", sottolinea il direttore. Insomma, è la vecchia storia del doppio binario. Intransigenti e indulgenti a targhe alterne: "Report ha contestato mille volte agli altri non delle illegalità ma anche semplicemente delle inopportunità". Il conduttore del programma d'inchiesta della Rai, poi, "in questi mesi ha anche sostenuto che ci fosse una campagna di fango de Il Tempo, de Il Giornale, di Libero, di testate che a lui non piacciono, del nostro editore. E che facciamo? Poi invece quello che organizzava la cosa era quello da cui andava a mangiare la spaghettino con le vongole e cozze. Ma che facciamo? Altrimenti diventa veramente una serata nella quale ognuno può dire qualunque cosa e non risponderne mai", ammonisce il Capezzone. In base all'ordinanza della gip di Roma Iole Moricca che dispone la custodia cautelare in carcere, Lavitola avrebbe organizzato l'attentato non per colpire Ranucci, ma per "salvarlo": la bomba avrebbe avuto una funzione essenzialmente dimostrativa, per dare a Ranucci l'immagine di una sorta di martire, con il giornalista "inconsapevolmente" beneficiario dell'attentato. Il tutto con una doppia finalità, si apprende dalle carte, da una parte per proteggere Ranucci dalle contestazioni che avrebbero potuto mettere a rischio la sua permanenza alla guida di Report e dall'altra preparare una sua discesa nel campo della politica.
CONTINUA A LEGGERE
4
0
0
Guarda anche
Libero Quotidiano
