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Salvini apre ai governatori: "Favorevole alla collegialità". E rilancia: "Ora passo avanti"
Oggi 26-08-26, 13:13
Matteo Salvini interviene al Meeting di Rimini e prova a mettere un punto alle polemiche interne nel partito. Pronto a un passo di lato? «E perché? Sono pronto a un passo in avanti». Il segretario leghista ha incontrato Attilio Fontana che insieme a Massimiliano Romeo guida la rivolta dei lumbàrd. Una foto con tanto di stretta di mano che sembra una prova di disgelo anche se i malumori dei governatori del Nord rimangono. Salvini però conferma l'intenzione di aprire a una soluzione collegiale e ricorda che «tra i governatori del Nord c'è anche Alberto Stefani» un suo fedelissimo. Ma come si concretizzerà questa apertura? Una prima risposta arriverà il 3 settembre, data in cui è stato convocato un direttivo regionale allargato. Non solo. A breve ci dovrebbe essere un confronto del segretario con i due dissidenti (Fontana e Romeo), c'è chi sostiene che già oggi potrebbe inviare un suo emissario per preparare l'incontro. Questo per quanto riguarda i nodi interni, poi c'è la questione percentuali che in vista della elezioni non è secondaria. Nei giorni scorsi sui giornali sono comparse alcune indiscrezioni che spiegavano come il «piano B» di Salvini, per recuperare consensi fuori e dentro il partito, consista in un suo ritorno al Viminale. Il punto è che non sembrano esserci i tempi per riuscire a farlo e neanche l'opportunità politica di spaccare il fronte del centrodestra, proprio il giorno dopo il raggiungimento del record di longevità fissato al 4 settembre (1378 giorni di vita). In realtà la chiave per tentare una risalita nei sondaggi, che oggi danno la Lega fra il 6 e il 7%, passa da quattro punti. Il primo: erodere voti a Vannacci. Il post di ieri su Instagram va proprio in questo senso. La Lega ha sottolineato come la proposta di FnV di modificare l'art. 48 della Costituzione, per assegnare ai genitori un numero superiore di schede pari a quello dei figli, sia un «regalo agli islamisti». Ieri Salvini ha poi sottolineato come la candidatura dell'ex forzista Domenico Giannetta alle suppletive a Reggio Calabria sia un «segnale che Vannacci vuole correre contro il centrodestra». Aggiungendo: «Però è chiaro che se ti candidi contro poi non puoi chiedere di entrare». Secondo punto: l'autonomia. Salvini assicura che «arriverà con questo governo e con questo segretario». Terzo punto: la legge di Bilancio in cui spera di poter portare a casa le risorse per fare qualcosa sul fronte pensioni e flat tax. Quarto: riprendere in mano il vecchio cavallo dell'immigrazione che FdI gli ha praticamente scippato di mano e contro l'Europa che ha preso il posto di quella «Roma ladrona», tanto cara alla Lega del Nord, nel pantheon dei nemici della Lega nazionale. Non è un caso se a Rimini dopo aver lanciato la proposta di uno scostamento da 20 miliardi di euro ribadisce che «l'Italia non è e non sarà mai il campo profughi d'Europa». Poi c'è Pontida su cui inizierà a lavorare già dalla prossima settimana. Quello sarà il vero banco di prova per capire qual è il gradimento che il popolo leghista nutre nei confronti del segretario.
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