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Venezi licenziata da La Fenice, le accuse dietro la rottura: cosa è successo
Oggi 27-04-26, 08:38
La Fondazione Teatro La Fenice, per voce del sovrintendente Nicola Colabianchi, ha reso noto «di aver deciso di annullare tutte le collaborazioni future con il maestro Beatrice Venezi». La decisione arriva dopo un'intervista, pubblicata nei giorni scorsi dal quotidiano argentino La Nacion, in cui Venezi avrebbe espresso «delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenice e della sua Orchestra. Tali affermazioni, non condivise nel merito e nei giudizi espressi, risultano incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e rispetto dovuto ai professori d'Orchestra». Venezi al quotidiano argentino La Nacion affermava che i posti nell'orchestra veneziana si tramanderebbero «di padre in figlio». La direttrice d'orchestra doveva entrare in carica il prossimo 1 ottobre. La Fondazione Teatro La Fenice «ribadisce il proprio impegno nella promozione di un ambiente professionale fondato sul rispetto reciproco, sulla collaborazione costruttiva e sull'eccellenza artistica», ha continuato la Fondazione. Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli «prende atto della decisione di Nicola Colabianchi, assunta in autonomia e indipendenza, e conferma al Sovrintendente de La Fenice la sua più completa fiducia. Con l'auspicio che tale scelta possa sgomberare il campo da equivoci, tensioni e strumentalizzazioni d'ogni ordine e grado; nell'interesse del Teatro e della città di Venezia». La goccia che ha dunque fatto traboccare il vaso, dopo mesi di polemiche e proteste, è stata l'intervista rilasciata il 23 aprile dalla direttrice lucchese al quotidiano argentino La Nación. Venezi ha accusato l'orchestra di nepotismo: «Anche Diego Matheuz diresse la Fenice a soli 26 anni, perché era un protetto di Abbado. Io non ho padrini, questa è la differenza. Non provengo da una famiglia di musicisti. È un'orchestra dove le posizioni si tramandano praticamente di padre in figlio. Sono una donna, ho 36 anni, sono la prima direttrice del Teatro La Fenice e voglio portare un cambiamento. Questo è il punto principale. Hanno paura del cambiamento, del rinnovamento. È più facile rimanere ancorati alle vecchie abitudini. Ma è così che muore un teatro». Le maestranze del La Fenice sono stati in stato di agitazione contro la nomina di Venezi, ritenuta non adeguata al prestigio del teatro veneziano, dal 22 settembre scorso. Lo stesso giorno Colabianchi ne comunicò la designazione. Da allora si sono susseguiti scioperi, cortei, volantinaggi, spillette anti-Venezi indossate da orchestrali e pubblico, fino alla richiesta di dimissioni del Sovrintendente. Una protesta non diretta alla persona ma contro il curriculum di Venezi, non ritenuta all'altezza del prestigio del La Fenice. Intanto applausi, una lunga ovazione e grida di giubilo hanno accolto ieri sera il termine dell'ultima recita di «Lohengrin al Teatro La Fenice, diretto da Markus Stenz»: così il pubblico ha reagito con entusiasmo alla notizia dell'annullamento della nomina di Beatrice Venezia direttore musicale. Anche gli orchestrali visibilmente felici si sono uniti agli applausi del pubblico.
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