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2 giugno, il cane Briciola sfila alla parata: perché commuove l'Italia
03-06-2026, 08:44
Più che una parata militare, una fotografia dell’Italia migliore. Un’Italia fatta di uniformi, volontari, sindaci, soccorritori, uomini e donne che lavorano lontano dai riflettori e che ieri hanno trovato il loro posto d’onore lungo i Fori Imperiali per celebrare gli ottant’anni della Repubblica. Oltre 200 amministratori locali con la fascia tricolore hanno aperto il corteo ricordando che la Repubblica non vive soltanto nei palazzi romani ma anche nei municipi e nei piccoli comuni sparsi lungo tutta la Penisola. Cinquemilacinquecento persone in marcia, dodici settori tematici, centinaia di mezzi e una novità: per la prima volta hanno sfilato anche i cappellani militari. A catturare l’attenzione degli appassionati il ritorno del leggendario “maiale”, il siluro a lenta corsa che durante la Seconda guerra mondiale rese celebri gli incursori italiani della Regia Marina. Tra le immagini più suggestive i Corazzieri, con le loro alte uniformi lucenti e i cavalli perfettamente addestrati. Non è passata inosservata la partecipazione di atleti e rappresentanze paralimpiche delle Forze Armate. È stata una parata che ha saputo tenere insieme memoria e futuro. Da una parte la solennità delle divise e dei reparti storici. Dall’altra la tecnologia dei nuovi scenari di guerra e sicurezza. Tra i mezzi esibiti i droni di ultima generazione e soprattutto il sistema Skynex, piattaforma per la difesa antiaerea progettata per intercettare e neutralizzare velivoli senza pilota. Non tutto, però, è filato da programma. Il tradizionale lancio dei paracadutisti è saltato: colpa del vento. Nessuna rinuncia, invece, per le Frecce Tricolori, che hanno chiuso la manifestazione colorando il cielo di verde, bianco e rosso. La vera star della giornata però non aveva né stellette né mostrine, ma quattro zampe e una lunga carriera alle spalle. Briciola, la celebre cagnolina mascotte della Fanfara del 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo, ha salutato il pubblico nella sua ultima parata. Quattordici anni, una vita passata tra fanfare e cerimonie istituzionali. Tanto amata da meritarsi il grado simbolico di vicebrigadiere. Ai Fori Imperiali ha sfilato l’Italia che serve.E non è poco.
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