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AGCI AGROALIMENTARE PESCA E ACQUACOLTURA DIVENTA AGCI AGROITTICO: “SENZA REDDITO NON ESISTE TRANSIZIONE ECOLOGICA”
25-05-2026, 19:32
Non può esserci sostenibilità ambientale senza sostenibilità economica e sociale. È questo il principio che guida il nuovo corso di AGCI Agroalimentare Pesca e Acquacoltura, che da oggi assume la denominazione AGCI AgroIttico. Una scelta che nasce dalla necessità di rafforzare la presenza delle cooperative sul mercato, superare la frammentazione delle filiere e restituire valore aggiunto ai produttori, che sono oggi gli attori più penalizzati lungo la catena agroalimentare. La nuova identità non è solo formale: rappresenta un passaggio strategico verso una filiera cooperativa più integrata, capace di accorciare il percorso dal produttore al mercato, aumentare il potere contrattuale delle imprese associate e contrastare dinamiche che comprimono i redditi agricoli e ittici. "Abbiamo lavorato per cambiare l'atteggiamento dell'Europa e lo stiamo facendo perché siamo una potenza. In Europa è mancata la nostra voce che mettesse le cose a posto e in tanti ci hanno ringraziato". Ha dichiarato il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, intervenuto questa mattina al congresso. Un allarme che riguarda terra e mare AGCI AgroIttico richiama l’attenzione sul rischio di una progressiva desertificazione produttiva dell’agricoltura e della pesca italiane, aggravata da filiere troppo lunghe e da un mercato che non riconosce adeguatamente il valore del lavoro primario. I dati diffusi delineano un quadro critico: * nella pesca i redditi continuano a diminuire; * i costi energetici arrivano a pesare fino al 70% delle uscite; * la flotta italiana ha un’età media superiore ai 30 anni; * solo il 10% delle aziende agricole è guidato da under 40; * su 100 euro spesi per il cibo, appena 7 restano al produttore. Una situazione che, secondo AGCI AgroIttico, non è più sostenibile: “Agricoltori e pescatori non possono essere il bancomat di ogni crisi geopolitica, energetica o ambientale”, è il messaggio forte che arriva dall’Associazione. Chi produce cibo in modo sostenibile è una risorsa, non un problema Il nuovo assetto organizzativo ribadisce un principio fondamentale: “La produzione agricola e ittica non può essere trattata come un fattore di impatto. Chi lavora la terra e chi va per mare è il primo custode degli ecosistemi”. È per questo che AGCI AgroIttico sottolinea la necessità di politiche che distinguano tra modelli intensivi e filiere cooperative sostenibili, evitando approcci ideologici che penalizzano chi produce correttamente e in modo responsabile. L’agroalimentare come leva geopolitica Il richiamo al contesto internazionale è chiaro: “L’agroalimentare è ormai uno strumento strategico globale. Le nazioni che non mettono agricoltura e pesca al primo posto non saranno mai grandi potenze”. Le priorità della nuova fase AGCI AgroIttico si impegna a costruire una filiera più forte, più corta e più competitiva, capace di riportare valore ai produttori. Le priorità sono: * difendere il reddito delle imprese, oggi schiacciato da costi crescenti e margini ridotti; * contrastare la concorrenza sleale che distorce il mercato; * rafforzare le filiere cooperative per superare la frammentazione e aumentare il potere contrattuale; * accorciare la catena dal produttore al mercato per recuperare valore aggiunto a favore di chi produce; * garantire la sovranità alimentare; * governare la transizione ecologica senza compromettere la produzione nazionale.
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