s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Alberto Stasi, altro che "uomo di ghiaccio": cosa emerge dal referto del carcere di Bollate
Oggi 15-06-26, 09:44
Di tempo ne è passato da quel tragico 13 agosto 2007. Diciotto anni e mezzo dopo è ancora vivido nella mente di Alberto Stasi quel lunghissimo interrogatorio davanti alla pm Rosa Muscio. E undici anni dopo l’ingresso in carcere, l’unico condannato per l’omicidio di Chiara Poggi si ritrova al centro dell’attenzione pubblica per ragioni diverse da quelle che per anni ne hanno segnato l’immagine. Stasi, oggi 42enne, emerge dalle relazioni del carcere di Bollate con un profilo distante da quello che per lungo tempo ha dominato il racconto mediatico del caso Garlasco. Una narrazione che aveva trasformato la sua naturale riservatezza in sospetto, i suoi silenzi in indizi e la sua freddezza apparente in prova morale di colpevolezza. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48162454]] A pesare sul giudizio dell’opinione pubblica furono anche le accuse poi rivelatesi infondate di pedopornografia, le discussioni sulla sua vita privata e l’analisi della famosa telefonata al 118, giudicata da molti “troppo fredda” per chi aveva appena trovato morta la fidanzata. Ma nelle carte del Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha autorizzato l’affidamento in prova, emerge un quadro differente. Gli esperti descrivono uno Stasi che ha affrontato il percorso detentivo cercando il confronto con psicologi ed educatori, superando la “comprensibile iniziale difficoltà ed imbarazzo” nell’affrontare “le tematiche più intime connesse allo sviluppo psicosessuale”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48168539]] I giudici sottolineano come “nella narrazione dei momenti di condivisione familiare e amicale è emersa la sussistenza di legami familiari validi” e come “gli ulteriori spazi di libertà e le riflessioni effettuate abbiano abbassato ulteriormente la tendenza difensiva del detenuto, cui va riconosciuto un comportamento in linea con la accettazione della condanna”. Secondo le relazioni, “l’equipe del carcere evidenzia la capacità del condannato da un lato di accettare una condanna che ritiene ingiusta (senza però vivere l’istituzione come nemica)”. Dall’altro, durante tutta la detenzione, “il tema della parte offesa è stato presente nella sua elaborazione”. Per i magistrati “non emergono vissuti rancorosi né repertori narrativi screditanti”. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48168536]] Tanto che oggi Stasi “è apparso più aperto e meno difeso nell’espressione della propria emotività”, pur conservando quella “innata tendenza al controllo e gestione del proprio mondo emotivo” che per anni ha contribuito a renderlo, agli occhi di molti, un uomo difficile da comprendere. Ora è uscito dal carcere.
CONTINUA A LEGGERE
3
0
0
Libero Quotidiano
11:18
Meloni accoglie la premier giapponese Takaichi a Villa Pamphili a Roma
Libero Quotidiano
11:15
San Stino di Livenza, Chiara Guerra uccisa dal nipote: cosa ancora non torna
Libero Quotidiano
11:14
Regno Unito, Starmer: "Vieteremo l'uso dei social media ai minori di 16 anni"
Libero Quotidiano
11:13
Traffico internazionale di droga e immigrazione clandestina, maxi blitz Polizia
Libero Quotidiano
11:13
Gli svizzeri hanno scelto di avere più immigrati
Libero Quotidiano
11:12
