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Alberto Stasi fuori dal carcere: dopo 10 anni e 6 mesi è un uomo libero
Ieri 12-06-26, 17:10
Dopo 10 anni e sei mesi Alberto Stasi torna un uomo libero. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha disposto la scarcerazione e l'affidamento ai servizi sociali in quella società dopo l'unico condannato per il delitto di Garlasco lavora da tempo come responsabile della dell'amministrazione. La Procura Generale di Milano ha espresso parere positivo. Proprio quella procura che sta valutando adesso la richiesta di revisione del processo come unico condannato in via definitiva per l'omicidio avvenuto il 13 agosto 2007. L'ex fidanzato di Chiara Poggi che si è sempre proclamato innocente per quel delitto. L'ex bocconiano non tornerà a vivere a Garlasco ma in una casa che prenderà in affitto in un paesino vicino Milano. La sua decisione è quella di portar via dal carcere di Bollate dove ha scontato questi 10 anni e 6 mesi, negli ultimi mesi, in regime di semi-libertà le sue cose, soltanto i suoi vestiti, lasciando le sue cose agli altridetenuti tra cui un frigorifero e un ventilatore. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48117919]] La notizia, anticipata dal Tg La7, è stata confermata all'ANSA da fonti qualificate. Stasi era in regime di semilibertà. La concessione dell'affidamento in prova non è collegata con l'eventuale procedimento di revisione del suo processo, per la quale la difesa presenterà istanza. A commentare anche il ministro della Giustizia. "Non posso, non voglio e non devo parlare di processi in corso e tanto meno di situazioni diciamo dolorose e tragiche come quella", ha premessoCarloNordio a margine del Forum in Masseria organizzato da Bruno Vespa e Comin & Partner."Ho detto e ripeto per l'ennesima volta che l'anomalia del processo diStasidipende dal fatto che una persona che sia stata assolta per due volte, da una corte d'assise da una corte d'appello è molto discutibile che poi alla fine possa essere condannata senza rifare ex novo il processo ma con un semplice supplemento di istruttoria", ha detto ancora il ministro. Ma "poiché da noi esiste il principio che non puoi essere condannato se le prove contro di te non sono al di là di ogni ragionevole dubbio, come fai a condannare una persona sulla quale ben due altissime corti hanno così dubitato al punto da assolvere", ha proseguito. "Questo non è colpa ovviamente di quei magistrati è colpa di un sistema che è unico al mondo, per esempio nel processo anglosassone è una cosa del genere sarebbe impensabile", ha concluso. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48134819]]
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