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Alex Zanardi, la verità su quell'ultimo tragico incidente nel giugno 2020
Oggi 02-05-26, 10:57
La sfida di Alex Zanardi alla vita, alla morte e al destino è cominciata nel 1979: lui aveva solo 13 anni e la sorella maggiore era scomparsa in un incidente stradale. Un anno dopo, il papà regalò ad Alex un kart e da lì sbocciò la sua storia umana e sportiva, tragica e gloriosa insieme. Zanardi è scomparso a 60 anni, ma può ben dire di aver vissuto due, tre vite. E forse non morirà mai davvero. Da ragazzo ha raggiunto le più alte vette sportive, debuttando con la Jordan nel 1991 in Formula 1. Quindi il passaggio alla Lotus e l'avventura in America, con i successi nella Formula Cart. Il grandeFrank Williams lo richiama in F1, ma non va bene. Il bolognese resta però nel mondo delle quattro ruote. Il 15 settembre 2001, durante una gara del campionato Champ Car al Lausitzring, in Germania, il canadese Alex Tagliani si schianta contro la sua vettura, tranciandola a metà. Zanardi nello schianto perde di netto le due gambe, amputate. E' a un passo dalla morte, ha un solo litro di sangue in corpo, ma viene miracolosamente soccorso e salvato sul posto. Il cappellano in pista gli conferisce l'estrema unzione, eppure Alex ce la fa, dopo un calvario di mesi fatti di operazioni chirurgiche e arresti cardiaci. Parte una nuova avventura: le protesi, un recupero prodigioso, oltre l'umano, una forza mentale senza limiti. Zanardi si innamora del paraciclismo, diventa il testimonial mondiale dell'handbike, conquista ori alle Paralimpiadi di Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016, centra primati mondiali. Sbarca pure in tv, come conduttore del mitico Sfide. Chi meglio di lui. Si arriva infine al 19 giugno 2020. Zanardi, instancabile promotore, organizza una staffetta di beneficenza in handibike in Toscana. A Pienza perde il controllo in curva del suo mezzo e viene centrato in pieno da un camion che procedeva in senso opposto. Lo schianto frontale è tremendo, Alex finisce ancora una volta in fin di vita. Dopo mesi di inchieste e sospetti, si appurerà la verità: nessun errore o distrazione del camionista, nessun problema con l'asfalto in quel tratto della Statale 146. Si è trattato di una atroce fatalità. In condizioni disperate, non ha alcuna intenzione di mollare. Il suo corpo sembra indistruttibile, nonostante le ferite e le cicatrici. Nel gennaio del 2021, 6 mesi dopo e i passaggi in un centro specializzato di Lecco e al San Raffaele di Milano, Zanardi si risveglia dal coma nel gennaio 2021. Viene trasferito a Padova, insieme a lui la moglie Daniela e il figlio Niccolò. L'ultimo Natale lo ha trascorso a casa.
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