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Anche JD Vance l'ha detto: "Meloni è una vera leader che può fare l'Italia grande"
Oggi 22-06-26, 09:29
Pubblichiamo ampi stralci della prefazione del vicepresidente degli Stati Uniti d’America, JD Vance, al libro-intervista di Giorgia Meloni scritto con Alessandro Sallusti, direttore di Libero. Il libro si intitola “Giorgia’s Vision” ed è la versione tradotta e pubblicata in America de “La versione di Giorgia”, edito da Rizzoli. In copertina c’è anche una frase del presidente Usa, Donald Trump: «Meloni is one of the real leader of the world», cioè «è uno dei veri leader del mondo». Gli europei si meritano bravi statisti. Proprio come noi americani speriamo di eleggere leader illuminati nel nostro Paese, l’America si augura che gli elettori in tutta Europa siano capaci di mandare al governo uomini e donne desiderosi di mettere al primo posto il loro Paese: difendere i propri confini e promuovere il primato della famiglia, senza lasciarsi turbare dalle voci dei propri concittadini, anche quando esprimono opposizione o dissenso. Abbiamo visto quali sono le conseguenze delle scelte opposte: frontiere spalancate a milioni di immigrati, impennata della criminalità, degrado delle istituzioni e un senso crescente tra i cittadini comuni di non essere né visti né ascoltati dai loro leader. (...) Per anni, l’America è stata il campo di battaglia di questi dibattiti. L’ala sinistra della politica occidentale vorrebbe disfarsi dei principi e delle convinzioni che stanno al centro del funzionamento delle nostre società, come la dignità della famiglia, l’autorità delle nostre leggi e l’inviolabilità dei nostri confini, oltre all’importanza di vantare una cultura comune. In Europa e in America del nord, spetta alla destra il compito di schierarsi contro un simile nichilismo. (...) CONVERSAZIONI Per questo motivo il libro che avete davanti ha un peso enorme. Le conversazioni tra Giorgia Meloni e Alessandro Sallusti illustrano a meraviglia una leader capace non solo di dare un nome alle forze che minano le nazioni occidentali ma, cosa più importante, di tracciare la rotta verso una ritrovata grandezza. Meloni parla di ridare vita a quel «senso italiano di comunità, senza il quale non saremo mai capaci di esprimere il nostro potenziale collettivo». Un concetto che è al cuore della sua visione: un obiettivo, mi permetto di aggiungere, che non sfugge a tutti coloro che hanno l’opportunità di parlare con lei. L’Italia non può crescere economicamente, riconosce Giorgia Meloni, se non rinvigorisce le istituzioni essenziali al benessere di ogni nazione: famiglia, fede, e amore per il proprio Paese. (...) DIAGNOSI La diagnosi più acuta e devastante di Meloni riguarda il centrosinistra, che punta a rovesciare le fondamenta della nostra civiltà, e in particolar modo la sua volontà di strumentalizzare la migrazione di massa per raggiungere quello scopo. Meloni lancia l’allarme su una visione mostruosa del mondo, nella quale «famiglia, sesso biologico, appartenenza nazionale, fede religiosa, ogni area che riguarda l’identità del singolo viene trasformata improvvisamente in un problema...dall’altro lato, tutto ciò che indebolisce questi capisaldi viene esaltato come nuova conquista del progresso». Per contro, per lei la famiglia «rappresenta il tessuto vitale della società... il luogo in cui le generazioni trasmettono, attraverso l’educazione, l’istruzione e gli affetti, storia, tradizioni e pertanto i tratti distintivi di un popolo». (...) Con intento polemico, Meloni sostiene che la sinistra e i fautori delle migrazioni di massa vogliono importare migranti provenienti da culture lontanissime dalla nostra allo scopo di indebolire i diritti dei lavoratori. (...) Ma se Meloni chiede all’Italia di riaffermare il controllo sulla propria sovranità, questo non significa isolarsi dal resto del mondo. Un’Italia forte sarà in grado di collaborare meglio con Bruxelles e gli alleati da una posizione di maggior chiarezza ed eguaglianza. Lo stesso principio vale per l’intera Europa, oggi pronta ad aumentare gli stanziamenti alla difesa per onorare i termini delle alleanze. Una mossa che l’America vede con favore. Un’Europa pronta a proteggere le sue frontiere, ascoltare i suoi cittadini e rilanciare le sue industrie rappresenta un partner più forte nel commercio e nella sicurezza. L’alternativa - un’Europa che dipende da fonti energetiche e industriali estere, incapace di difendere il suo patrimonio culturale e sempre pronta a censurare ogni opinione divergente - non promette nulla di buono a nessuno di noi. I dibattiti di Meloni con Sallusti, tuttavia, rappresentano qualcosa di molto di più di una serie di avvertimenti. Nel loro insieme, essi offrono un programma per stabilizzare la governance e restituire alla società italiana l’immagine della sua gente, e non quella delle élite transnazionali. Le riforme fiscali per attrarre gli investimenti e sostenere la classe media e operaia fanno parte del piano, come pure gli aiuti alle famiglie e la drastica riduzione della migrazione economica. Non sorprende affatto constatare che simili obiettivi vanno di pari passo con quelli perseguiti dall’amministrazione Trump. Come per noi in America, non sarà un’impresa facile, ma dal suo successo dipende il futuro della nazione. (...) LEZIONE Percorrendo le molte ore di conversazione nelle pagine che seguono, la lezione che balza agli occhi è questa: mai sottovalutare il popolo italiano, né le aspettative che nutre nei confronti dei suoi leader. Giorgia Meloni conta sulla determinazione e capacità di ripresa del suo Paese per prospettare il futuro dell’Italia nel solco della sua grande tradizione storica, convinta che per essere forti all’estero, occorre innanzitutto essere forti in patria. Un discorso che sarà sicuramente condiviso dai lettori americani, costretti a confrontarsi ogni giorno con infinite argomentazioni su confini, cultura e significato della cittadinanza. Tuttavia, per un’intera generazione non c’è stato nessun dibattito sulla nostra scena politica, le uniche discussioni limitate a certi ambienti elitari che escludevano ogni opinione contraria, benché sostenuta da milioni di americani, sia repubblicani che democratici. Per concludere, vorrei segnalare un punto in comune finale tra Giorgia Meloni e la politica populista del mio Paese. Sono pochi i politici disposti a dedicare ore del loro tempo per illustrare le loro posizioni più dirette e genuine al grande pubblico. E pochissimi quelli capaci di offrire tanti e tali spunti di riflessione da riempire un libro intero. Che Meloni sia stata in grado di farlo è il tratto che la contraddistingue tra i suoi contemporanei. Come il popolo che rappresenta, Giorgia Meloni ha qualcosa di importante e di interessante da esporre. E coloro che preferiscono ignorarla, lo fanno a proprio rischio e pericolo.
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