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Angela Taccia istintiva, Giada Bocellari rigorosa: le due avvocate che decideranno Garlasco
Oggi 13-05-26, 08:51
Nel grande romanzo giudiziario di Garlasco, oggi le due figure che più di tutte incarnano il duello difensivo sono loro: Angela Taccia e Giada Bocellari. Una al fianco di Andrea Sempio, tornato sotto i riflettori della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. L’altra accanto ad Alberto Stasi, condannato in via definitiva ma da anni deciso, insieme ai suoi legali, a ribaltare la verità processuale. Due avvocate diverse per stile, formazione e carattere, ma accomunate da una stessa risolutezza professionale: proteggere i propri assistiti dentro un caso che da diciotto anni divide l’Italia. Taccia, 36 anni, originaria di Abbiategrasso, in provincia di Milano, è il volto più emotivo e battagliero di questa nuova fase del caso Garlasco. Difende Sempio insieme al penalista Liborio Cataliotti (che ha preso il posto dello storico avvocato Massimo Lovati), ma la sua posizione è particolare perché il rapporto con l’indagato nasce molto prima delle aule di tribunale. Angela Taccia faceva parte della stessa comitiva di amici frequentata da Andrea Sempio e Marco Poggi, fratello di Chiara. Un legame personale che non ha mai nascosto e che, anzi, rivendica. «Erano una seconda famiglia», ha raccontato più volte nelle interviste televisive e ai giornali. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47684586]] Dopo il liceo classico Cairoli di Vigevano, Taccia si laurea in Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano. Dal 2020 esercita la professione forense, occupandosi di diritto civile e penale, diritto commerciale e tutela dei consumatori. Sul web il suo profilo professionale insiste molto sull’accessibilità dello studio e sul rapporto diretto con i clienti. Ma è con Garlasco che il suo nome esplode mediaticamente. Il suo stile è diretto, istintivo, spesso senza filtri. Ha accusato apertamente media e investigatori di voler «creare un mostro mediatico» attorno a Sempio e ha difeso con forza ogni elemento contestato dagli inquirenti, dalle impronte sulle scale della villetta Poggi fino alla diffusione di appunti e intercettazioni finite sui giornali. In una delle frasi che più hanno fatto discutere, ha dichiarato: «Se Andrea ha ucciso Chiara, smetto di fare l’avvocato e mi ritiro sulle montagne». Una linea difensiva che punta molto anche sull’aspetto umano, oltre che su quello tecnico. Più istituzionale e rigorosa appare invece Giada Bocellari, da oltre dieci anni avvocata di Alberto Stasi. Milanese, classe 1984, Bocellari si laurea con lode anch’essa alla Cattolica nel 2009, con una tesi in diritto processuale penale. È allieva del professor Angelo Giarda, uno dei più noti penalisti italiani, nel cui studio entra giovanissima. Quando nel 2014 giura da avvocata, ha appena 29 anni e si ritrova subito catapultata nel processo d’appello più discusso d’Italia: quello per il delitto di Garlasco. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47692619]] Da allora la sua carriera resta legata a doppio filo alla difesa di Stasi. Bocellari è convinta che il caso rappresenti «un clamoroso mancato esercizio del ragionevole dubbio», e negli anni ha lavorato per smontare le certezze investigative che hanno portato alla condanna definitiva dell’ex fidanzato di Chiara Poggi. Il suo profilo professionale è quello della penalista tecnica: diritto societario, reati finanziari, privacy, responsabilità degli enti, sicurezza sul lavoro. Dal 2010 è anche cultore della materia in diritto processuale penale alla Cattolica e collabora con diverse riviste giuridiche specialistiche. A differenza di Taccia, Bocellari tiene la vita privata completamente lontana dai riflettori. Nessuna esposizione personale, pochissime concessioni fuori dal terreno giudiziario. Anche nelle apparizioni televisive mantiene un tono misurato, quasi accademico. Ma dietro quell’aplomb, chi la conosce racconta una professionista determinata,capace di studiare per anni migliaia di pagine processuali pur di riaprire un dettaglio dimenticato. Le due avvocate rappresentano così anche due modi opposti di stare “dentro” la cronaca nera. Taccia combatte sul terreno mediatico con dichiarazioni forti, interviste, sfoghi pubblici e difesa personale dell’amico-assistito. Bocellari preferisce il lavoro di cesello processuale, la strategia costruita sui dubbi investigativi e sugli errori delle indagini. Entrambe condividono la stessa convinzione: nel caso Garlasco la partita non è ancora chiusa. E dunque, da una parte l’avvocata-amica che protegge Andrea Sempio dall’assedio mediatico, dall’altra la penalista che da oltre un decennio tenta di riscrivere il destino giudiziario di Alberto Stasi. Due figure ormai diventate protagoniste della scena pubblica quasi quanto i loro assistiti, inseguite dalle telecamere fuori dai tribunali e trasformate, loro malgrado, in volti-simbolo dell’ennesimo capitolo del caso Garlasco.
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