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Beatrice Venezi "bullizzata perché non canta Bella ciao": chi bombarda la sinistra
Oggi 27-04-26, 08:35
La fine del rapporto professionale tra Beatrice Venezi e il Teatro La Fenice arriva, ovviamente, tra le scene di giubilo della sinistra. Un epilogo forse scritto che rende ancora più plastico un sospetto: l'ostracismo nei confronti della direttrice d'orchestra maturato negli ultimi mesi era legato a motivi più politici che artistici. "La Fondazione Teatro La Fenice ha licenziato Beatrice Venezi dopo che la stessa aveva irriso i suoi musicisti. È una buona notizia e il fatto che non sia stata lei a fare un doveroso passo indietro è la prova del nove che era del tutto inadeguata a quel ruolo. La destra continua a distribuire poltrone secondo amicizie e convenienze. Il merito lo sbandierano e basta", attacca Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47437796]] A lei, e idealmente a tutte le opposizioni, risponde Alfredo Antoniozzi, esponente di Fratelli d'Italia:"L'amara veritàèche l'Italia ancora oggi ècome quella che descrisse Montanelli cinquant'anni fa: regna il centrodestra ma governa la sinistra nei posti chiave della cultura. Beatrice Venezi èstata rimossa per un'opinione legittima che non era affatto lesiva del decoro della Fenice. E' stata rimossa perchéèculturalmente di destra. Oltre che essere brava. Ma il fatto di essere brava e donna purtroppo non si aggiunge a quello di essere un'antifascista manieristica come artiste di piccolo pregio chehanno successo solo per questo. A lei la mia solidarietà". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47443062]] "Beatrice Venezi - aggiunge Simona Loizzo, deputata della Lega - è stata bullizzata per mesi perchéculturalmente èdi destra. Non importa che sia una grandissima direttrice di orchestra. Ha il vizio di non cantare Bella Ciao. Prima o poi doveva pagare. A lei la nostra solidarietà". "Arriva finalmente un sussulto di dignità dopo una gestione che ha esposto il Teatro La Fenice a una crisi profonda e a un danno di immagine di rilievo internazionale - è il commento di segno opposto di Francesco Verducci, senatore del Partito democratico."La vicenda legata a Beatrice Venezi rappresenta in modo emblematico il disastro di una destra che tratta la cultura come terreno di occupazione anziché come spazio autonomo da tutelare. Per troppo tempo si è ignorato il valore delle professionalità interne, lasciando lavoratrici, lavoratori e orchestra in una condizione di tensione e scarso rispetto. Oggi, si compie un passo che riconosce il loro valore ma resta il segno di una gestione che non avrebbe mai dovuto assumere questi contorni oscuri e inquietanti. La cultura deve essere rispettata nella sua indipendenza e nelle sue competenze. Le istituzioni non possono essere piegate a logiche politiche o di appartenenza. A tutt'oggi sono tantissimi i casi Venezi sparsi per l'Italia dovuti all'arroganza della destra. Si liberi finalmente la cultura italiana dall'aggressione permanente della destra".
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