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Cultura e Spettacolo
Belve, la rivelazione di Romina Power: "Cosa mi ha detto il sensitivo su mia figlia Ylenia"
Oggi 28-04-26, 10:23
Una belva da palcoscenico nella gabbia delle belve della tv: è lei, Romina Power, personalità forte, icona di un’Italia spensierata di fine Novecento. Intervistata da Francesca Fagnani su Rai2 nella puntata che andrà in onda stasera, compresa qualche frase destinata a far discutere.Nella puntata di stasera, anticipata dalla stampa, la cantante si racconta senza filtri. Non solo il dolore, quello noto e mai risolto della scomparsa della figlia Ylenia, ma anche il passato più scomodo. Quello lisergico. Quello che oggi farebbe storcere il naso a più di qualcuno. Romina non gira attorno alla questione e ammette: da giovane faceva uso di LSD. Un racconto che sa di anni Settanta, Londra, eccessi e sperimentazioni. “Ho pochi ricordi, è una cosa che cancella la memoria”, dice, quasi con leggerezza, parlando di quelle esperienze psichedeliche. Non proprio un dettaglio, considerando il personaggio e il contesto televisivo. Ma non è tutto. Perché nella stessa intervista emerge anche un episodio che sfiora il surreale: la madre che avrebbe messo LSD nel tè di re Hussein di Giordania. Una scena da film, più che da talk show. Eppure, nel racconto, passa come una delle tante stranezze di una vita fuori dagli schemi. Poi c’è il capitolo più delicato. Quello che non si chiude mai: Ylenia Carrisi. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47384717]] Scomparsa nel 1993, mai davvero lasciata andare. Fagnani entra con cautela: “Parlerei di Ylenia ma se non ha piacere non lo faccio”. E Romina risponde senza esitazioni: “Parlo sempre di Ylenia, perché so che lei è da qualche parte”. Non è solo memoria. È convinzione. “Lo sento”, aggiunge, spiegando di avere sogni, sensazioni, perfino contatti con persone “che hanno poteri soprannaturali”. E soprattutto una certezza: “Nessuno mi ha mai detto che lei non c’è più”. Ecco il punto. Non è un’intervista, è un viaggio. Tra eccessi, dolore e fede personale. Belve fa il suo mestiere: graffia. Ma stavolta è l’ospite a colpire. E a lasciare il segno. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47381760]]
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