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Berrettini si ferma e zoppica, la reazione drammatica del suo staff sugli spalti
04-06-2026, 13:18
Dopo il ritiro contro Matteo Arnaldi al Roland Garros, la sensazione per Matteo Berrettini è quella di un conto che torna a presentarsi sempre uguale. Un altro stop, un’altra partita lasciata a metà, e soprattutto la difficoltà di rimettere insieme i pezzi dal punto di vista mentale prima ancora che fisico. Nel secondo set, sotto 4-2 e sul 40-0 per l'avversario,Berrettini inizia a zoppicare vistosamente. Dal suo box gli fanno ampi gesti: "Fermati", "Ritirati". Lui però cerca di resistere, fino alla fine. Invano. No se puede creeer lo de Berrettini... durísima imagen Su 'box' le dice que pare, pero él quiere seguir hasta el final#RolandGarros pic.twitter.com/2CVx5krLGW — Eurosport.es (@Eurosport_ES) June 3, 2026 Il romano ha provato a non farsi risucchiare dal solito pensiero, quello che arriva quando il corpo si ferma mentre la testa era ancora in piena battaglia, ma è andata così: ”Perdere o vincere ovviamente era importante, ma è una sensazione diversa quando vai a casa e pensi solo a cosa avresti potuto fare meglio se hai perso la partita in questo modo — le parole del ‘Berro’ — Mi sono sentito e mi sento come se mi fosse stata tolta la possibilità di esprimermi fino all'ultimo punto, di provarci, ed è un po' quello che è successo negli ultimi anni”. La delusione resta, ma dentro c’è anche la volontà di non cancellare quanto costruito a Parigi: "Devo prendere le cose buone che ho fatto in questo torneo perché poche settimane fa e pochi giorni fa sarebbe stato pazzesco pensare a me nei quarti di finale e quindi cercherò di tornare a casa con il sorriso sulle labbra — ha aggiunto in conferenza stampa — Sarà dura, ma questa è la mentalità che mi piace avere”. Il problema all’anca si è fatto sentire nel momento più delicato. Berrettini ha provato a stringere i denti, poi ha dovuto alzare bandiera bianca: "A metà del primo set ho iniziato a sentire qualcosa mentre servivo, ma stavo gareggiando, la partita era davvero dura e semplicemente non ci ho dato molto peso — ha spiegato, motivando la scelta del ritiro come arrivata quasi di conseguenza — Il tennis è uno sport individuale, non c'è un cambio e non posso chiedere una sostituzione, devo pensare al mio futuro”. Infine il rispetto per l’avversario: "Dobbiamo dare a Matteo il rispetto che merita — ha concluso — perché per batterlo stasera (mercoledì sera, ndr) dovevo essere al 100%”.
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