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Salute
Cancro al cuore: il battito cardiaco potrebbe bloccare la crescita delle cellule cancerose
Ieri 27-04-26, 10:57
Il cuore è uno degli organi che non si fermano mai, nemmeno per un istante. Batte per tutta la vita, spingendo il sangue in ogni parte del corpo con una forza continua e ritmica. Ed è proprio questo movimento instancabile che potrebbe nascondere un effetto sorprendente: rendere il cuore uno degli organi meno colpiti dal cancro. A questa conclusione arriva un nuovo studio pubblicato su Science, che prova a spiegare un mistero da tempo noto alla medicina: i tumori del cuore sono estremamente rari.Quasi tutti gli organi del corpo possono sviluppare forme di cancro. Il cuore, però, fa eccezione. I tumori primari cardiaci sono rarissimi e vengono riscontrati in meno dell’1% delle autopsie negli esseri umani. Più frequenti sono i tumori secondari, cioè quelli che arrivano al cuore partendo da altre zone del corpo, ma anche questi restano comunque poco comuni.Una rarità che ha sempre incuriosito i ricercatori: perché proprio il cuore sembra così difficile da colpire?Secondo lo studio, la spiegazione potrebbe essere più “meccanica” che biologica. Il cuore non è un organo statico: è sottoposto a una pressione costante, a un movimento continuo e a uno stress fisico intenso ogni volta che pompa il sangue.Questo ambiente dinamico potrebbe rendere difficile alle cellule tumorali attecchire, crescere e moltiplicarsi. Per verificare questa ipotesi, i ricercatori guidati da Serena Zacchigna dell’Università di Trieste hanno condotto un esperimento su topi geneticamente modificati.Hanno trapiantato alcuni cuori sul collo degli animali: questi organi ricevevano sangue, ma non battevano più. Poi hanno introdotto cellule tumorali sia in questi cuori “fermi”, sia nei cuori naturali ancora attivi.Il risultato è stato molto chiaro. Nei cuori non battenti, il tumore si è sviluppato rapidamente, arrivando a sostituire gran parte del tessuto sano. Nei cuori in funzione, invece, la crescita tumorale è stata molto più limitata.Lo studio suggerisce quindi che il movimento continuo del cuore possa rappresentare una sorta di barriera naturale contro il cancro. Le forze meccaniche generate dal battito renderebbero l’ambiente meno favorevole alla proliferazione delle cellule tumorali. In pratica, il cuore non sarebbe solo una pompa vitale, ma anche un organo che, grazie al suo stesso funzionamento, si difende meglio da alcune forme di malattia.Si tratta di risultati ottenuti su modelli animali, quindi serviranno ulteriori ricerche per capire se lo stesso meccanismo vale anche negli esseri umani. Tuttavia, la scoperta apre una prospettiva interessante: lo stress meccanico potrebbe diventare un nuovo elemento da studiare nella lotta contro il cancro. Per ora, resta un’idea affascinante: il cuore, con il suo battito incessante, potrebbe avere un ruolo inatteso anche nella protezione contro i tumori.
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