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Caos Juve, rissa Spalletti-Comolli: crolla tutto ancor prima di iniziare?
Oggi 28-05-26, 10:29
Nel mondo del calcio c’è un istinto che non passa mai di moda: marcare il territorio. E alla Juventus oggi lo stanno facendo in due: l’amministratore delegato Damien Comolli e il tecnico Luciano Spalletti. Un gioco di posizionamenti che fa da strascico a una già insoddisfacente stagione di Serie A. Dopo il ko con la Fiorentina, Spalletti aveva lasciato intendere la sua linea: “Questa settimana parlerò con lui (Comolli, ndr). Lo farò dato che ogni tanto ci sentiamo; sarà soprattutto un’analisi di me stesso più che degli altri calciatori perché io devo presentare qualcosa di più di quello che ho presentato”. Parole che hanno fatto rumore, perché suonavano come un aggiramento delle gerarchie interne, quasi uno “scavalcamento” rispetto a Comolli. Non a caso il tema del rapporto diretto con John Elkann ha alimentato tensioni e interpretazioni. Dall’altra parte della scrivania, Comolli ha risposto ribadendo la sua centralità e la fiducia dell’azionista, con cui si confronta più volte a settimana. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47805828]] E poi quella parola che ha fatto sobbalzare lo spogliatoio: “fallimento”. Un termine che Spalletti aveva sempre respinto, quasi con fastidio, nelle sue analisi pubbliche. E invece ora rientra come giudizio sul momento bianconero. A rendere ancora più teso il quadro c’è anche il capitolo mercato. Tra richieste e promesse, Spalletti aveva indicato la necessità di un centravanti mai arrivato. Aveva chiesto la conferma di Dusan Vlahovic e l’arrivo di Alisson Becker. Due nomi pesanti che oggi diventano terreno di scontro interpretativo. L’attaccante serbo intanto guarda altrove, deluso dal mancato approdo in Champions League. Sul portiere brasiliano, invece, il Liverpool ha frenato chiedendo circa 15 milioni, rallentando la trattativa. Nel frattempo si valutano alternative come David de Gea e Alexander Nübel. Un mosaico ancora incompleto che rischia di trascinarsi oltre il prossimo incontro interno tra Spalletti e Comolli. E alla Juventus la sensazione è che il vero scontro non sia sul campo, ma su chi lo debba governare con tensione crescente bianconera. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47867484]]
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