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Carotenuto, il “miracolato” M5S dal Fantacalcio al Parlamento
Oggi 23-05-26, 08:30
Chiamatelo Cuore di tenebra. Dario Carotenuto, il deputato grillino fermato dall’esercito israeliano mentre partecipava alla traversata della Flotilla, non è un tipo che teme l’avventura. Dalla sua ha la forza della fede. D’altronde, come non far rientrare nella categoria del “miracolo” la sua prodigiosa ascesa politica? Uno che nel 2022, dichiarava la francescana cifra di 1.320 euro, lievitati magicamente a 22mila dodici mesi dopo, per poi esplodere a quota 101mila euro nelle rendicontazioni del 2024 e 2025, è certamente baciato da qualche entità soprannaturale. E non siate cattivi, il grillino il successo ce l’ha nel sangue. Come ha spiegato nel suo Cv ancor oggi disponibile online. «Sono Dario, iscritto nel meetUp Amici di Beppe Grillo di Napoli dal 2005, mi sono sempre battuto con generosità e lealtà per tutto ciò che ritengo giusto». E se pensate che sia una supercazzola, aspettate a leggere il resto: «Il mio obiettivo è quello di realizzare il sogno di una efficace democrazia partecipata che si ponga l’obiettivo di contrastare le concentrazioni di ricchezza e potere, e creare quindi una comunità solidale che protegga e incrementi la serenità di chi la abita, promuovendo la cultura e la diffusione di un senso critico e civico, e l’intraprendenza e la creatività all'insegna della sostenibilità e dell’ecologia». I brividi. Ma come nasce politicamente questo inossidabile fustigatore del capitale (altrui)? Come nelle migliori farse all’italiana, da un solenne buco nell’acqua. Nel lontano 2005, appena folgorato dalla visione dello spettacolo BeppeGrillo.it, il giovanotto tenta di mettere in piedi un meetup la sera stessa, fallendo però miseramente. Ripiega perciò sul gruppo napoletano fondato da Roberto Fico, con cui, nel 2021, prova a candidarsi al consiglio comunale di Napoli arrivando, però, secondo. Ma soltanto 12 mesi dopo ecco il trionfo: il seggio parlamentare nel collegio uninominale Campania1. Il giornalista, documentarista e videomaker ce l’ha fatta, ora è ufficialmente nella Casta. Ma quanta gavetta: tra il 2010 e il 2014, l’onorevole si rimbocca le maniche per le consultazioni regionali e le elezioni europee del M5s, smanettando su internet, allestendo siti, raccogliendo firme e disegnando santini elettorali per i compagni di cordata. Un talento da provetto webmaster che lo accomuna a un altro celeberrimo virgulto del firmamento pentastellato: quel Luigi Di Maio, un tempo spietata divinità dei clic e oggi sorridente inviato dell’Unione Europea in Medio Oriente. Ed è proprio in veste di tecnico informatico che, sul finire del 2009, Dario viene spedito a Milano per un cruciale briefing al cospetto di Gianroberto e Davide Casaleggio. Ancor prima c’è stata – lo dice lui, non possiamo giurarci - un’inusuale parentesi britannica, con una proficua esperienza di lavoro-studio a Londra, provvidenziale per lustrare la pronuncia anglosassone e superare le spietate audizioni indette da una rock band americana a caccia di un bassista. «Con loro ho fatto un tour europeo», confessa ancora orgoglioso il musicista mancato e studente di sociologia fuori corso. E, molto prima di ergersi a capogruppo grillino in commissione di Vigilanza Rai, il campano prestava le sue matite a una delle fiction più popolari del terzo canale: nel settembre 2004 partecipa infatti alla produzione di un cartone animato incastonato nell’episodio 1791 dell’immortale soap Un Posto al Sole. Non vi basta? Allora, dovete sapere che Carotenuto è stato anche un instancabile animatore per il sito del Fantacalcio. Lì, dal 2009 al 2013, orchestra riprese per FG Sport News (di cui sarà anche regista e operatore), dirigendo parallelamente le reti social dell’allegato CanaleNapoli.it. Il passo verso le stanze del potere avviene fondendo questi universi: nel 2013 partorisce “5giornia5stelle”, il notiziario ufficiale trasmesso fino al 2017 dai canali del comico genovese. Divenuto consulente di Montecitorio, il giornalista pubblicista curerà le reti sociali del vicepresidente Di Maio e firmerà persino gli spot sparati sui maxischermi delle ferrovie per l'Universiade del 2019. Mica pizza e fichi. La tensione morale e culturale cresce, però, in un altro contesto: all'ombra della famiglia Fo. Il curriculum snocciola fiero un corso comunicativo “non solo teatrale” con Franca Rame e un impiego, nel 2003, in quota Multithematiques/Sky Italia. Qui l'aspirante regista si occupava di pratiche SIAE, videoclip e relazioni per “Atlantide TV”, guidata proprio dal Premio Nobel. Dopo una serie di vicissitudini che investono l'emittente, Carotenuto decide di cambiare aria preferendo una radicale fuga verso latitudini lontanissime: «Sono partito per una missione umanitaria in Burkina Faso con l’obiettivo di realizzare una piccola azienda agricola per la popolazione indigena». Sembra quella scena del film di Carlo Verdone: «Un bel giorno mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana».
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