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Casasco (FI): "Manovra non solo prudente, attenti su crescita e sociale"
Oggi 03-10-26, 19:28
"Non solo prudenti: dobbiamo essere attenti sul piano gestionale. Spingere la crescita e allo stesso tempo non dimenticare il sociale. Dobbiamo essere attenti a ottimizzare le risorse verso la produttività e il tessuto sociale". È la linea di Forza Italia sulla manovra indicata dal deputato Maurizio Casasco, responsabile del dipartimento economico. "Finora siamo stati prudenti, abbiamo sostanzialmente centrato i parametri europei un anno prima, avuto in Europa un primato con un avanzo primario, migliorato i rating e toccato il record di occupazione", sottolinea, indicando che per Fi le risorse devono essere concentrate su "pochi settori destinati alla crescita e sulle fasce più in difficoltà". Tra le priorità, la detassazione delle tredicesime e un cashback che renda immediato sul conto corrente il beneficio fiscale del 19% sulle spese sanitarie, anziché attendere la successiva dichiarazione dei redditi. "Significa andare incontro in termini di liquidità alle persone che devono curarsi", spiega. Le risorse destinate a energia e difesa, osserva, "possono avere ricadute sulla crescita su crescita e famiglie e imprese". Sul primo fronte ad esempio con "interventi per le pompe di calore e l'efficientamento delle abitazioni con risparmi in bolletta", sul secondo con "infrastrutture, cybersicurezza, aumento degli stipendi delle forze dell'ordine e del loro sistema pensionistico, e nuove assunzioni". In fatto di flessibilità da parte dell'Ue, Casasco si ritiene fiducioso. "Nessuno poteva immaginare Hormuz. Se l'inflazione è esogena e non endogena, è evidente che i parametri del Patto definiti prima del verificarsi di questa crisi devono essere modificati. Le situazioni cambiano in funzione della realtà, l'Europa deve avere la capacità di decidere velocemente per sostenere la competitività del nostro sistema economico e imprenditoriale. Cina e America non hanno vincoli di bilancio e vincoli ambientali: le emissioni di CO2 in Europa rappresentano il 7% di quelle globali, e l'Italia solo l'1%, contro il 55% di Usa, Cina e India. Non solo la flessibilità è necessaria - per tutti i Paesi Ue e in particolare quelli più industrializzati - ma Ets e Cbam devono essere sospese almeno fino a quando non cambierà la situazione a Hormuz".
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