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Chiara Poggi, "approccio sessuale respinto". I pm: così Sempio l'ha uccisa
Oggi 30-04-26, 10:15
"Ha rifiutato l'approccio sessuale" di Andrea Sempio: per questo, la mattina del 13 agosto del 2007, Chiara Poggi è stata uccisa nella villetta di famiglia di via Pascoli a Garlasco. Questa è la ricostruzione della Procura di Pavia che ha convocato Sempio il prossimo 6 maggio e cambiato il capo d'accusa nei confronti del vecchio amico di Marco Poggi, fratello della vittima: non "concorso in omicidio", ma "omicidio volontario". Un ribaltone che secondo gli inquirenti dovrà portare al rinvio a giudizio nei confronti del 39enne, che avrebbe dunque "agito da solo". Una impostazione che porterebbe anche alla revisione del processo nei confronti di Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara finora unico condannato in via definitiva a 16 anni di carcere. Sempio, da parte sua, non riesce "a capacitarsi" anche "di questo movente sessuale" e ripete "ma se io non avevo rapporti con questa ragazza, rapporti nel senso sociale, non si capisce da dove deducano un movente sessuale", dato che lui, poi, "non la frequentava, non la vedeva spesso, anzi, quando lui andava in casa, Chiara Poggi era a lavorare": ha detto la sua avvocata, Angela Taccia, che assiste il 38enne col legale Liborio Cataliotti. La legale ha ribadito che, comunque,Sempioresta "tranquillo" anche di fronte alla nuova imputazione dei pm di Pavia. "Ci teniamo comunque a dire, io e il collega Cataliotti - ha chiarito - che è una imputazione elastica e mutevole, perché siamo ancora nella fase delle indagini preliminari. Ed è ovviamente un'opinione di parte". Quello che "ci ha lasciato abbastanza basiti", ha spiegato, "è il fatto che non solo è stato tolto il concorso, ma quello era abbastanza prevedibile, ma è stata aggiunta pure l'aggravante della crudeltà, che era stata tolta a Stasi. Non si capisce come mai dopo 19 anni, mentre le ferite rimangano quelle inevitabilmente, viene aggiunta quell'aggravante, tecnicamente non lo capiamo". E ancora: "Aspetteremo l'ostensione degli atti, dato che il 415 bis non c'è ancora stato notificato, e valuteremo i passi più opportuni da fare strategicamente, ogni scelta procedurale verrà presa comunque di concerto con l'assistito".Sempio"non ha alcun problema a parlare, ma qualunque cosa lui deciderà di fare sarà sempre su nostro consiglio proprio per seguire al meglio le tecniche e le strategie difensive". "Dobbiamo aspettare perché finché non abbiamo gli atti non possiamo capire la ratio di questa nuova imputazione, comunque elastica, comunque provvisoria", ha ribadito, chiarendo che "l'unica cosa che apprendiamo è che, a quanto pare, l'assassino è uno". La difesa non ha ancora deciso seSempiosi presenterà il 6 maggio in Procura a Pavia per rispondere: "Non possiamo dire niente, stiamo comunque valutando. Magari decideremo anche là, al momento stesso, vedremo". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47483158]] Per la procura, insomma, manca l'arma del delitto, ma non il movente: un approccio sessuale respinto, la lite, l'omicidio brutale. Dodici i colpi inflitti da Sempio a Chiara quella mattina, secondo la ricostruzione dei pm pavesi. Alla testa e sulle scale. "Dopo una iniziale colluttazione - si legge nelle carte della Procura -, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente (dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra), facendola cadere a terra". Quindi "la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina". Chiara "provava a reagire mettendosi carponi". A quel punto Sempio "la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi" alla testa, "facendole perdere i sensi". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47490375]] In questo momento "spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi" alla nuca, "cagionando" alla 26enne "lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso". C'è l'aggravante dei futili motivi e della crudeltà, "in considerazione dell'efferatezza dell'azione omicidiaria per il numero e l'entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47490902]]
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