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"Chiara Poggi uccisa da due persone": l'analisi dinamica riscrive la storia
Oggi 10-06-26, 10:01
Diciannove anni dopo il delitto di Garlasco che sconvolse l'Italia, l’omicidio di Chiara Poggi continua a riservare colpi di scena. L'ultima pista investigativa, rilanciata nelle nuove analisi delle macchie ematiche presenti sulla scena dell’assassinio, punta infatti su un elemento destinato a far discutere: la possibilità che la giovane non sia stata aggredita da una sola persona, ma che nell'azione abbiano avuto un ruolo due individui. Una tesi che nasce soprattutto dall'analisi della dinamica del corpo e delle ferite riportate dalla vittima.Secondo questa ricostruzione, uno dei punti più controversi riguarda il trasporto del cadavere verso le scale della cantina. Gli esperti che sostengono questa ipotesi ritengono che alcune anomalie nella posizione del corpo e nella distribuzione delle tracce possano essere compatibili con l'intervento di più persone. Intanto l’altezza degli schizzi di sangue sullo stipite della porta del corridoio, in prossimità del telefono; quelli, poi, sulla porta a soffietto; la formazione di pozze di sangue solo dal 4°gradino delle scale in poi, mentre i primi sono rivestiti solo di gocciolature. In base a quest’ultimo parametro si ipotizza che il corpo possa essere stato sollevato e non trascinato, cosa che avrebbe richiesto la presenza di più di una persona. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48091179]] Da qui la domanda che torna a tormentare gli investigatori: Chiara venne trascinata o trasportata? E soprattutto da chi? Le nuove valutazioni si inseriscono in un'inchiesta già profondamente cambiata negli ultimi mesi. La Procura di Pavia ha infatti delineato una ricostruzione alternativa rispetto a quella che portò alla condanna definitiva di Alberto Stasi, indicando in Andrea Sempio il presunto nuovo autore dell'omicidio. Secondo gli inquirenti, la giovane sarebbe stata colpita ripetutamente, trascinata verso la cantina e successivamente fatta scivolare lungo le scale prima dei colpi finali. Proprio la fase del trascinamento, però, continua a generare interrogativi. Alcuni consulenti ritengono che il peso della vittima e le modalità del trasporto possano suggerire la presenza di un complice. Al momento, tuttavia, si tratta soltanto di una delle ipotesi al vaglio e non di una conclusione investigativa consolidata. Il giudice di primo grado che assolse Alberto Stasi, Stefano Vitelli, fu il primo ad ipotizzare questa pista, scritta anche nel suo libro “Il ragionevole dubbio di Garlasco”. Il risultato è che il giallo, anziché avvicinarsi a una parola definitiva, si arricchisce di nuovi dubbi. E mentre le carte dell'inchiesta vengono passate al setaccio, una domanda continua a rimanere senza risposta: quella mattina del 13 Agosto 2007 nella villetta di via Pascoli c'era davvero più di una persona? [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48087027]]
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