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Comunisti presi a schiaffoni in tv: ecco chi li fa neri, scoppia il caso
Oggi 08-11-26, 00:36
Serata complicata per i giovani comunisti ospiti di Paolo Del Debbio a Dritto e rovescio, su Rete 4, presi metaforicamente a schiaffoni un po’ da tutti. Certo, la colpa è anche dei ragazzotti protagonisti di uscite a dir poco squinternate. «A noi del PIL ce ne frega anche ben poco, perché è la vostra ricchezza - protesta tal Antonio -. A noi quello che interessa è che la gente riesca a portare tre piatti di pasta. Avete fatto vedere che un italiano su dieci non riesce a portare nemmeno il piatto di tavola a casa. E le file alla Caritas si stanno allungando sempre di più. La gente non ce la fa». Quando gli fanno notare che il Pil è la ricchezza con cui si possono aiutare i più poveri, il signorino rosso la prende male: «Noi non ce la facciamo più. Voi ricconi dovete dare i soldi. Ci dovete dare i soldi delle vostre famiglie. Sono stati creati dall’extra-lavoro e dal plusvalore della gente che ha creato la vostra ricchezza. Il lavoro è povero, non dà nulla alla gente». L’imprenditore star dei social Lorenzo Ruzza lo rimbrotta: «Tu hai 20 anni, devi pensare a trovarti un lavoro, a farti una carriera, non ad andare lì a manifestare con quelle c**zo di bandiere, scusate, che hai alle spalle. Devi pensare a costruirti una vita e questo non è il modo giusto!». Ruzza ha offerto un appartamento a Milano a chi acquisterà uno degli orologi di lusso per cui è diventato celebre in Rete. Una lotteria che manda ai matti i comunisti: «A noi quello che fa lei con i suoi soldi non intessa nulla, se uno vuole vendere una casa con il gioco d'azzardo non ce ne frega nulla, la casa però è un diritto». «Ma quale gioco d’azzardo? - protesta lui - Ma torna dalla mamma e dal papà, piccolo ignorantello sbruffone». Antonio non ci sta: «Quando vi lamentate dei lavoratori che scioperano, continuate a tirare una corda...», «Devi ragionare da ventenne, non fare i compitini a casa», «Mentre lei pensa a vendere gli orologi a un milione di euro, io studio e mi faccio il c**lo». A chiudere il conto è la pensionata Luigina, che tralascia la saggezza popolare e prende la vanga: «Se non siete capaci di andare a lavorare, non potete pretendere di avere il mondo per voi - li rampogna -. Il mondo è di tutti, non potete pretendere che lo Stato vi dia i soldi. Vediamo poi quando andrà su il vostro governo quanti soldi vi dà e se vi darà le case. Io ho la casa, ma l’ho fatta sudando, lavorando, lavorando».
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