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Cultura e Spettacolo
Da Napoleone ad oggi: il mistero della Chiesa che resiste nonostante tutto
Oggi 10-10-26, 11:18
Così inizia un’Odissea. Il ritorno alla patria del sacro». Lo scriveva Michel Maffesoli, imd’Oltralpe, portante intellettuale laico nel 2020, in La nostalgia del sacro. Il ritorno della religione nelle società postmoderne (Armando).Tuttavia, nel viaggio di Leone XIV in Francia, fra 25 e 28 settembre, la straordinaria risposta dei francesi ha sorpreso tutti, a cominciare dai vescovi. Per quanto ci siano, da diversi anni, segni di risveglio e di interesse verso la Chiesa (come le migliaia di adulti che ogni anno chiedono il battesimo) i cattolici praticanti restano una piccola minoranza e la Francia è molto laica, con una forte crescita della componente immigratoria musulmana. Come si spiega dunque ciò che è accaduto e che ha stupito tutti? Qual è la forza di questa antica istituzione che sembra sempre sul punto di soccombere, ma che invece rinasce anche dopo terribili persecuzioni?Ci sono considerazioni molto razionali e realiste lasciate da un personaggio ben noto in Francia che pure ebbe un rapporto non proprio idilliaco con la Chiesa: Napoleone Bonaparte. Nel suo ultimo esilio sull’isola di S. Elena, dove morì, meditò profondamente sulla sua vita, sul cristianesimo e sulle vicende del mondo. Alcune sue riflessioni furono trascritte e poi pubblicate da Antoine de Beauterne nel 1840. Conosco due traduzioni italiane. Quella di Editori Riuniti del 2004, Conversazioni religiose, a cura di Luigi Mascilli Migliorini. Poi, nel 2016, Conversazioni sul cristianesimo delle Edizioni Studio Domenicano di Bologna, a cura di padre Giorgio Carbone, con una prefazione del card. Giacomo Biffi. Discutendo con il generale Bertrand, Napoleone espone una serie di argomenti molto forti, talora impressionanti, sull’esistenza di Dio e la divinità di Gesù Cristo: «Tutto di lui sorprende. Il suo spirito mi supera e la sua volontà mi confonde. Tra lui e qualsiasi altra persona al mondo non c’è possibilità di paragone.Cerco invano nella storia qualcuno simile a Gesù Cristo o qualcuno che comunque si avvicini al Vangelo... Nel suo caso tutto è straordinario».Dice ancora: «Che parli o che agisca, Gesù è luminoso... riunisce in sé tutti i tratti del sublime». Ed ecco le sue considerazioni sulla Chiesa e sulla diffusione del cristianesimo in tutto il mondo, particolarmente interessanti perché vengono da un uomo che fu un conquistatore. Napoleone nota che non solo Gesù muore sulla croce, una sconfitta che sembra totale e definitiva, ma i suoi annunciano «la follia della Croce» e non dispongono di nessun potere umano: «Dopo Pietro i trentadue vescovi di Roma che gli sono succeduti sulla cattedra, hanno, come lui, subito il martirio... e raramente gli altri vescovi di questo periodo ebbero un destino migliore». Si stupiva: «Tutti i re e tutte le forze della terra si trovano da una parte» e dall’altra solo «una misteriosa energia... i cristiani soccombono ovunque e ovunque sono loro a trionfare. Voi parlate di Cesare e di Alessandro, delle loro conquiste e dell’entusiasmo che seppero suscitare nel cuore dei soldati... Ma quanti anni è durato l’impero di Cesare?... Potete concepire un morto che fa delle conquiste con un esercito fedele e del tutto devoto alla sua memoria? Potete concepire un fantasma che ha soldati senza paga, senza speranza per questo mondo e che ispira loro la perseveranza e la sopportazione di ogni genere di privazione?». Poi da generale dice: «Io ho trascinato delle moltitudini che morivano per me... Ma era necessaria la mia presenza». E si chiede: «Qual è dunque la forza che mantiene in piedi questa Chiesa, assalita dall’oceano dell’odio del mondo?». E risponde: «Cristo regna al di là della vita e al di là della morte», «è il solo che abbia detto chiaramente e affermato senza esitazione di se stesso: io sono Dio. La storia non menziona nessun altro». www.antoniosocci.com
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