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Economia e Finanza
Dalle scorie al risparmio: com’è davvero il nucleare
25-09-2026, 09:04
Il nucleare ritorna con l’approvazione della legge delega che delinea il quadro normativo e regolamentare in cui questa fonte di energia potrà essere sviluppata. Il Governo avrà dodici mesi di tempo per predisporre i decreti legislativi che in pratica e nel dettaglio disciplineranno il nucleare in Italia. Ma Palazzo Chigi va di fretta e promette di presentare il tutto prima della fine del 2026. È una buona notizia. Perché il nucleare presenta quattro innegabili vantaggi: (1) convenienza economica, (2) nessuna emissione di CO2, (3) elevata densità energetica e (4) grande flessibilità. Non che la seconda caratteristica mi faccia dormire più serenamente di notte, sia chiaro. Ma visto che va tanto di moda demonizzare l’anidride carbonica, l’energia nucleare sotto questo aspetto è inattaccabile e seda tutti i “carbonio-fobici”. Quanto alla densità energetica, i numeri sono impressionanti. Il potentissimo impianto nucleare di Hanbit, in Corea del Sud, produce ogni anno 43 TWh di energia. Il 13-14% di quanto consuma ogni anno l’Italia, per intendersi. Otto impianti come questo coprirebbero l’intero fabbisogno energetico italiano. Viaggia all’82% della propria capacità produttiva massima teorica e occupa una superficie di poco meno di 2 km quadrati. PROPORZIONI Per avere la stessa energia da un parco di pannelli solari dovremmo occupare la bellezza di 842 km quadrati. 468 volte tanto. Più di quattro volte e mezzo la superficie occupata dalla città di Milano. Sono stime del think tank Environmental Progress rinvenibili sul suo sito web. Tetti, strade, parchi, parcheggi compresi. Navigli inclusi. Nessuno che si domanda quale impatto ambientale abbia l’occupazione del territorio nel caso delle cosiddette rinnovabili? La nuova legge quadro consente però di costruire solo reattori piccoli e medi (SMR e AMR). Alcuni addetti ai lavori nutrono perplessità sul fatto che questa tecnologia sia pronta all’uso. Spero si sbaglino. L’atomo ha poi il non trascurabile vantaggio di essere perfettamente programmabile in base alle esigenze. Soprattutto se non si hanno fonti fossili. «Questa riflessione abbiamo iniziata a farla negli anni Settanta, dopo i due shock petroliferi del 1973 e 1979. Con il prezzo del petrolio che da 2-3 euro al barile passa a 20-30 euro al barile», mi spiegava Chicco Testa quando l’ho intervistato qualche anno fa. Corsi e ricorsi storici. C’è da giurarci poi che il tema delle scorie nucleari monopolizzerà il dibattito. Il cartone dei Simpson con i bidoni di sostanze verdi si è appiccicato alla nostra immaginazione. Proviamo però a fare chiarezza. Il Dipartimento dell’energia nucleare dell’amministrazione Usa spiega come ciò che viene generalmente chiamato scoria è in realtà carburante utilizzato nelle centrali e reso solido perché unito alla ceramica. Niente liquido e niente verde. Vengono create quindi delle sfere che a loro volta sono poi unite assieme a sottili cilindri metallici. Il risultato è un parallelepipedo metallico facilmente stoccabile e impilabile assieme ad altri. In Francia questi mattoni o cilindri li mettono all’interno del pavimento delle centrali. E ci passeggiano sopra. FACILE CONSERVAZIONE Gli Stati Uniti hanno 93 centrali. E nella loro storia hanno prodotto 83.000 tonnellate di scorie, conservate in 76 siti, posti in 34 Stati americani. Se fossero stipate tutte assieme, riempirebbero un magazzino esteso quanto un campo da football americano. Vale a dire 110 metri di lunghezza, 50 metri di larghezza e 9 metri di altezza. Molto più piccolo di una qualsiasi discarica di rifiuti urbani. E parliamo del Paese che ospita quasi un quarto delle oltre 400 centrali nucleari attive nel mondo. Ci può stare, no? Infine a chi dice che la strada per arrivare al nucleare è lunga si può rispondere che ogni maratona parte con il primo metro. E ricordiamoci che la centrale nucleare di Sessa Aurunca è stata costruita negli anni 60 in appena quattro anni. Con la tecnologia di allora. Il vero ostacolo non è la tecnologia ma la politica.
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