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"Ecco perché ho chiesto la condanna di Roggero": il Pm ora rompe il silenzio
Oggi 18-07-26, 11:07
Biagio Mazzeo, procuratore capo di Asti e titolare dell’accusa nel processo di primo grado contro Mario Roggero, difende la correttezza della sentenza definitiva che ha condannato il gioielliere settantaduenne a 14 anni e 9 mesi di carcere. “Non è stata legittima difesa, ma una reazione violenta a scoppio ritardato. Questo è il punto cruciale: non si può istituzionalizzare una rivalsa simile”, afferma con nettezza Mazzeo in un'intervista al Corriere. Secondo il magistrato, l’articolo 52 del codice penale è chiaro: per configurare la legittima difesa serve una minaccia concreta e attuale. “Le immagini chiariscono tutto. Roggero insegue i rapinatori e spara quando sono già fuori dall’attività e in fuga. Se la minaccia è cessata, non si può più parlare di legittima difesa. Diventa una reazione, magari comprensibile sul piano umano, ma ingiustificabile su quello giuridico”.Il procuratore spiega che se gli spari fossero avvenuti all’interno del negozio, la Procura avrebbe chiesto l’archiviazione e sarebbe verosimilmente arrivata un’assoluzione. “In linea generale si parla di legittima difesa quando esiste anche una proporzione tra offesa e reazione. Il bene della vita non può essere messo sullo stesso piano del bene materiale”. Sulle polemiche politiche, Mazzeo taglia corto: “È come se vivessimo in due Italie diverse. Nel caso Roggero ci sono stati tre gradi di giudizio e decine di magistrati coinvolti. Tutti sono arrivati allo stesso esito. Noi applichiamo le leggi. Se vengono ritenute sbagliate, spetta alla politica modificarle”.Il procuratore suggerisce possibili correzioni normative, come meccanismi di riduzione della pena legati all’età o l’estensione dell’attenuante della provocazione, e una semplificazione dell’articolo 52, oggi “sembra un romanzo”.Infine, sul principale equivoco del dibattito pubblico, Mazzeo conclude: “Molti credono che Roggero abbia subito numerose rapine, mentre ne risulta una sola. [...] È questa la differenza decisiva. Non si può istituzionalizzare un comportamento simile”. Ma Mazzeo scorda che nella condanna di appello i giudici scrivono che Roggero era sotto stress post-traumatico proprio dopo quell'"unica" rapina di cui parla il pm...
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