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Firenze, senza denti e non può mangiare? 87enne in carcere per un furto
Oggi 12-07-26, 09:47
Senza denti, impossibilitato a mangiare e rinchiuso in carcere a 87 anni per un furto d'auto che risale a tre anni fa. Un caso, quello che arriva da Firenze, che fa discutere e che spacca l'Italia. L'uomo, condannato in via definitiva, si trova da alcuni giorni nel carcere di Sollicciano, dove sta scontando la pena legata a un episodio avvenuto nel 2023. Fino a poco tempo fa viveva nell'albergo popolare di via della Chiesa, ma la sua permanenza nella struttura non era più possibile. Quando il provvedimento è diventato esecutivo, per lui si sono aperte le porte dell'istituto penitenziario fiorentino. Le sue condizioni di salute non vengono considerate gravi, ma l'età avanzata e alcuni problemi fisici hanno richiesto particolari attenzioni. L'87enne, infatti, come detto non ha denti e non riesce a ingerire alimenti solidi. Per questo motivo l'amministrazione penitenziaria ha deciso di trasferirlo nel reparto clinico e di predisporre una dieta composta da pasti liquidi. Prima dell'ingresso in carcere era stata valutata un'alternativa. I servizi sociali del Comune di Firenze gli avevano proposto il trasferimento in una residenza sanitaria assistita a Castelfiorentino. Una soluzione che l'anziano aveva però respinto, ritenendola troppo distante dal capoluogo toscano. Agli operatori avrebbe spiegato di non avere familiari di riferimento e di conservare un forte legame con Napoli, dove è nato nel 1939. Una città che definisce ancora oggi "la città del cuore". La vicenda, riportata dal Corriere Fiorentino, è finita sul tavolo dell'assessorato alle Politiche sociali di Palazzo Vecchio, che sta cercando una struttura in grado di accogliere l'uomo fuori dal carcere. L'obiettivo è individuare una sistemazione più adeguata a una persona che si avvicina ai novant'anni. "Il carcere di Firenze non può essere una Rsa", ha dichiarato Stefano Cecconi dell'associazione Pantagruel, sollecitando una riflessione sul destino dei detenuti più anziani e fragili. Il punto è che le leggi italiane italiana non prevedonoun limite massimo di età per la detenzione. Tuttavia, per i condannati che hanno superato i 70 anni esistono strumenti che, in presenza di specifici requisiti, consentono l'espiazione della pena ai domiciliari. La decisione spetta comunque alla magistratura di sorveglianza, che valuta caso per caso tenendo conto sia delle esigenze di sicurezza sia delle condizioni di salute e della dignità della persona detenuta.
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