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Garlasco, "cade il movente pornografico di Stasi": la bomba dei pm, cambia tutto
Oggi 10-05-26, 18:23
Nella relazione sulle risultanze investigative lette il 6 maggio all'unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, i pm di Pavia hanno sostenuto che "l'emersione delle responsabilità di Andrea Sempio si intreccia indissolubilmente con lo sgretolamento della responsabilità di Alberto Stasi". I pm sottolineano anche "evidenti omissioni" negli atti della sezione di Pg della Procura di Pavia nell'indagine precedente a carico di Sempio del 2017 conclusasi con l'archiviazione. Ma non finisce qui. I pm di Pavia, nel leggere interamente le accuse nei confronti di Andrea Sempio, indagato per l'omicidio, gli hanno reso noto durante l'interrogatorio del 6 maggio, che da questa indagine "sono emersi nuovi elementi che destituiscono di qualsiasi fondamento il 'movente pornografico' in capo a Stasi e per contro forniscono solidi elementi sul tentativo dell'approccio sessuale di Sempio". "L'attività investigativa svolta nel presente procedimento ha fatto venire alla luce circostanze ed elementi fattuali del tutto nuovi rispetto alle indagini dell'epoca e rispetto ai procedimenti successivi", finiti in archivio. Poi in questa storia non vanno nemmeno dimenticate le parole di Alberto Stasi. Chiara Poggi non parlò mai al fidanzato di Andrea Sempio. Né di presunte avance, né di quelle tre telefonate fatte tra il 7 e l'8 agosto 2007 che per la procura di Pavia rappresentano un indizio contro l'indagato del delitto di Garlasco. L'uomo che oggi punta sulla revisione e sta fa finendo di scontare la sua condanna a 16 anni di carcere risponde con tranquillità alle domande del procuratore Fabio Napoleone. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47656876]] E' il 20 maggio 2025 quando Stasi, accompagnato dai difensori Giada Bocellari e Antonio De Rensis, si accomoda e ascolta i dettagli della nuova inchiesta che nasce - per stessa ammissione di chi indaga - dagli accertamenti tecnici disposti dalla difesa del condannato. Il Dna trovato sulle unghie della vittima, l'impronta 33, gli scritti sequestrati che restituiscono ''una personalità particolare'' o quasi ''un'attenzione morbosa'' verso Stasi (a dire del procuratore) vengono snocciolati nelle domande del lungo interrogatorio. ''No...non me l'ha riferito...non l'ha fatto'' risponde Stasi - nell'interrogatorio in possesso dell'Adnkronos - quando gli viene chiesto se la ventiseienne gli avesse parlato di quei tre contatti telefonici, il più lungo di 21 secondi. E porsi ora questa domanda ''perde significato perché non l'ha fatto...ragionando in termini più astratti e generici, forse dipende dalla circostanza cioè, se in quel momento l'avesse reputato importante magari me l'avrebbe detto, oppure se non era distratta da altre cose, cioè da fattori che forse è difficile oggi mettere in campo'' dice a verbale. ''Non saprei dire, dare un motivo.... del perché non me l'ha detto, però sicuramente non me l'ha detto'', aggiunge il 42enne, il quale riconferma le carinerie che la ventiseienne gli raccontò di ricevere da un collega di lavoro. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47659539]]
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