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Guerra nel Golfo, la diretta. Iran, inviata la risposta sulla proposta di pace
Oggi 10-05-26, 15:04
Dal 28 febbraio prosegue la guerra nel Golfo, con l'attacco di Usa e Israele all'Iran. Teheran ha deciso di riniviare la decisione sull'ultima proposta di pace avanzata dagli Stati Uniti. Nel frattempo continuano le azioni di guerra: colpite navi commerciali, i pasdaran minacciano rappresaglie contro siti Usa. Filtrano indiscrezioni su Donald Trump, che sarebbe "stufo della guerra". Prime conferme ufficiali sulla sorte di Khamenei jr, arrivate dai pasdaran: è stato ferito, sostengono, ma si troverebbe in buone condizioni. Dunque filtrano le indicazioni della guida suprema, che chiede di rispondere "con decisione" ai nemici. Di seguito la cronaca della giornata. “Cessazione immediata delle ostilità e sicurezza marittima nella risposta iraniana” L'obiettivo principale della risposta iraniana al quadro proposto dagli Stati Uniti è la "cessazione immediata della guerra" e il "ripristino della sicurezza marittima" nel Golfo Persico e nello strategico Stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Isna, gestita principalmente da studenti universitari. Secondo l'attuale roadmap proposta, i negoziati in questa fase rimangono strettamente dedicati ai meccanismi per porre fine alle ostilità e risolvere la crisi regionale. La consegna di questo documento è considerata uno sviluppo cruciale negli sforzi diplomatici in corso per stabilizzare le acque della regione e porre fine all'attuale conflitto militare La risposta di Teheran inviata ai mediatori pachistani L'agenzia Irna non dà alcun dettaglio sui contenuti della "risposta" iraniana. "Secondo il piano proposto - si limita a scrivere l'agenzia citando la fonte - l'attuale fase dei negoziati si concentra esclusivamente sulla cessazione delle ostilità nella regione". La risposta è stata consegnata ai mediatori pachistani. La replica iraniana consegnata ai mediatori del Pakistan L'agenzia Irna non ha fornito dettagli sul contenuto della risposta inviata da Teheran. Citando una fonte, l'agenzia si limita a spiegare che "secondo il piano proposto, l'attuale fase dei negoziati riguarda esclusivamente la cessazione delle ostilità nella regione". La replica iraniana sarebbe stata trasmessa ai mediatori pachistani incaricati di seguire il dossier. Le indicazioni di Khamenei: "Rispondere con decisione ai nemici" Il comandante del quartier generale iraniano Khatam al-Anbiya ha presentato alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei un rapporto sul livello di preparazione delle forze armate, assicurando che l'apparato militare della Repubblica islamica è in stato di piena efficienza. La televisione iraniana, ripresa da Al Jazeera, riferisce che Khamenei ha impartito nuove direttive al comandante, invitandolo a "contrastare i nemici con forza e determinazione". Dallo stesso quartier generale è arrivata poi la conferma che qualsiasi "errore o aggressione" verrà affrontato "con fermezza e rapidità". I vertici militari iraniani hanno inoltre ribadito di avere predisposto piani specifici contro eventuali "azioni ostili da parte di americani e sionisti". Abdollahi aggiorna Mojtaba Khamenei sullo stato delle forze armate Ali Abdollahi, comandante del quartier generale Khatam al-Anbiya, ha incontrato la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei per fare il punto sulla preparazione delle forze armate iraniane, inclusi Pasdaran e Basij. La notizia è stata diffusa dai media ufficiali della Repubblica islamica e rilanciata da Iran International. Dell'incontro non sono state diffuse fotografie o immagini ufficiali. Mojtaba Khamenei, succeduto al padre Ali Khamenei nel mese di marzo, non è infatti più apparso pubblicamente. Giovedì scorso il presidente Masoud Pezeshkian aveva dichiarato di aver avuto un colloquio con lui, senza però specificare quando fosse avvenuto. Secondo quanto emerso nelle ultime settimane, Mojtaba Khamenei sarebbe rimasto ferito durante i bombardamenti condotti da Stati Uniti e Israele contro l'Iran, operazioni nelle quali è morto anche Ali Khamenei. Pezeshkian: "Il dialogo non equivale a una resa" "Il nostro popolo non si sottometterà mai al nemico e parlare di negoziati non significa arrendersi o fare passi indietro". Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, citato dai media locali. Il capo dello Stato ha aggiunto che l'obiettivo del confronto diplomatico resta quello di "garantire i diritti della nazione iraniana" e di "difendere con autorità gli interessi nazionali". Teheran alza i toni: "La nostra pazienza è terminata" "La nostra pazienza è terminata". È il messaggio affidato a X da Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione Esteri e Sicurezza nazionale del Parlamento iraniano. Nel post, l'esponente di Teheran ha avvertito che "qualsiasi aggressione contro le nostre imbarcazioni sarà seguita da una risposta dura e determinata contro basi e navi americane". Rezaei ha poi rincarato la dose sostenendo che "il tempo a disposizione sta finendo" e che per Washington sarebbe opportuno "evitare mosse avventate" che rischierebbero di aggravare ulteriormente la situazione nella regione. Secondo il parlamentare iraniano, "la soluzione migliore è cedere e fare concessioni", aggiungendo infine che gli Stati Uniti dovranno "abituarsi al nuovo equilibrio regionale". Iran minaccia ripercussioni nello Stretto di Hormuz I Paesi che continuano ad applicare le sanzioni statunitensi contro l'Iran "avranno certamente problemi nel passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz". Lo ha dichiarato un portavoce delle forze armate iraniane, secondo quanto riferito dai media locali e rilanciato dall'agenzia Anadolu. Il generale di brigata Akrami Nia ha inoltre sostenuto che "nessuno degli obiettivi del nemico è stato raggiunto" e che il sistema politico iraniano "non è stato destabilizzato". Le dichiarazioni sono state diffuse dall'agenzia semi-ufficiale Tasnim, vicina agli ambienti governativi di Teheran. Teheran schiera i sottomarini leggeri nel Golfo La Marina iraniana ha annunciato il dispiegamento nello Stretto di Hormuz dei sottomarini leggeri soprannominati "delfini del Golfo Persico". A renderlo noto è stato il comandante della Marina, il contrammiraglio Shahram Irani. Secondo quanto riportato dai media iraniani, Irani ha spiegato che i mezzi sono stati inviati nell'area "in base alle minacce, alle capacità e alle necessità operative", aggiungendo che le unità sono "in stato di allerta e pronte a intervenire". Il comandante ha inoltre sottolineato che questi sottomarini possono restare "sui fondali marini per lunghi periodi" nelle acque considerate strategiche dello Stretto di Hormuz, con il compito di monitorare eventuali movimenti sospetti e, se necessario, "ingaggiare navi ostili". Teheran rivendica: "Il nemico ha fallito gli obiettivi" Gli Stati Uniti e Israele "non hanno raggiunto i loro obiettivi" nell'attacco contro l'Iran. Lo ha dichiarato il portavoce dell'esercito iraniano, il colonnello Akrami Nia, citato dall'agenzia Tasnim. "Se analizziamo rapidamente l'andamento del conflitto, emerge chiaramente che il nemico ha fallito su tutta la linea", ha affermato. Secondo Akrami Nia, "l'equilibrio politico del sistema non è stato compromesso" e, al contrario, "unità nazionale e coesione interna si sono rafforzate ulteriormente". Raid israeliani nel sud del Libano Nel fine settimana le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver eliminato in Libano dieci presunti membri di Hezbollah e di aver colpito circa quaranta siti collegati al gruppo sciita. L'Idf lo ha reso noto attraverso un comunicato diffuso sui social. "Per neutralizzare le minacce, i soldati della 91ª Divisione hanno attaccato oltre 40 infrastrutture terroristiche e ucciso più di 10 terroristi di Hezbollah attivi nell'area del Libano meridionale", si legge nella nota. Tra gli obiettivi colpiti figurerebbero strutture militari, depositi di armi, lanciatori e altre infrastrutture utilizzate, secondo Israele, per compiere attacchi contro le truppe israeliane operative nel sud del Paese. Pezeshkian: "Ora la guerra si sposta sull'economia" "Dopo il fallimento sul piano militare, il nemico tenta di trasferire il conflitto sul fronte economico". Così il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha commentato la situazione interna del Paese. Il capo dello Stato ha invitato la popolazione a "sventare anche questo complotto attraverso partecipazione e collaborazione". Pezeshkian ha inoltre sottolineato la necessità di "un vasto movimento popolare" finalizzato a modificare i consumi e a incentivare il risparmio energetico. Minaccia iraniana sullo Stretto di Hormuz L'Iran ha avvertito che i Paesi impegnati nell'applicazione delle sanzioni contro Teheran potrebbero incontrare difficoltà nel transito attraverso lo Stretto di Hormuz. A dichiararlo è stato il colonnello Akrami Nia, portavoce dell'esercito della Repubblica Islamica, secondo quanto riferito dall'agenzia Tasnim. "Da questo momento in poi, gli Stati che seguiranno gli Stati Uniti nell'imposizione delle sanzioni contro l'Iran avranno certamente problemi nel passaggio attraverso Hormuz", ha affermato. Mercantile danneggiato al largo del Qatar Una nave mercantile è stata colpita da un proiettile non identificato mentre si trovava a circa 23 miglia nautiche a nord-est di Doha, in Qatar. Lo ha riferito l'UK Maritime Trade Operations (UKMTO). L'impatto ha provocato un principio d'incendio a bordo, successivamente domato dall'equipaggio. Il comandante dell'imbarcazione ha precisato che non si registrano né feriti né conseguenze ambientali. Le autorità competenti stanno indagando per accertare l'origine del proiettile, mentre alle navi presenti nella zona è stato raccomandato di mantenere la massima prudenza. Pasdaran: "Reazione dura contro gli Usa" Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno minacciato una risposta immediata e pesante nel caso di attacchi statunitensi contro petroliere o navi commerciali iraniane. Secondo quanto riportato dai media iraniani, il comandante delle forze navali dei Pasdaran ha dichiarato che qualsiasi offensiva americana verrebbe contrastata con "un attacco severo" contro una base Usa nella regione e contro "imbarcazioni nemiche".
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