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Hantavirus, 23 passeggeri spariti dalla "nave della morte"
Oggi 07-05-26, 09:30
C’è un elemento che preoccupa più del focolaio stesso sulla MV Hondius, lanave da crociera colpita dall’Hantavirus: il rischio di contagio tra esseri umani. E non a caso il ministero della Salute italiano, pur confermando che “non ci sono italiani a bordo”, ha allertato gli uffici di frontiera e mantiene contatti costanti con le autorità internazionali per monitorare la situazione. Partita il 1° aprile da Ushuaia, capitale della Terra del Fuoco, nell’estremo sud della Patagonia argentina, la nave di lusso della compagnia olandese Oceanwide Expeditions doveva seguire, per i ricchi turisti a bordo, la migrazione primaverile degli uccelli marini in Antartide. Al momento si contano già 3 morti sui 149 passeggeri, 4 si sono ammalati, compreso il medico di bordo, un inglese in gravi condizioni. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47581335]] Il nodo – si legge sul Giornale - è il ceppo individuato dalle autorità sanitarie sudafricane e dall’Agenzia di Ginevra: si tratta del virus Andes, considerato il più aggressivo tra i 24 hantavirus rilevati nell’uomo e soprattutto l’unico capace di trasmettersi da persona a persona. È questo il punto che tiene alta l’allerta. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47592620]] La gestione dell’emergenza presenta già diverse criticità. Dopo il primo decesso, infatti, 23 passeggeri sono sbarcati sull’isola di Sant’Elena. Spariti, letteralmente "fuggitivi".Tra loro c'era anche anche l’ottavo contagiato, ora ricoverato in gravi condizioni a Zurigo. L’Organizzazione mondiale della sanità ha avviato un “tracciamento dei contatti internazionali” per verificare eventuali esposizioni al virus. “I passeggeri sbarcati dalla nave sono stati informati del caso di hantavirus ed è stato chiesto loro di segnalare qualsiasi sintomo”, ha spiegato il portavoce Oms. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47593309]] Sotto osservazione anche il caso del passeggero morto dopo essere salito, lo scorso 25 aprile, sul volo Klm KL592 da Johannesburg ai Paesi Bassi. L’uomo fu fatto scendere prima del decollo perché già in cattive condizioni. “L’equipaggio ha deciso di non consentirgli di viaggiare”, ha spiegato la compagnia olandese. Nel frattempo è stata chiarita anche l’origine del contagio. Il virus sarebbe stato contratto durante un’escursione di birdwatching a Ushuaia, in Argentina, da una coppia olandese di 69 anni poi deceduta. I due sarebbero entrati in contatto con topi infetti in una discarica. L’Ecdc rassicura: “Il rischio per la popolazione generale in Europa è molto basso”. Ma precisa che il virus Andes può trasmettersi “attraverso un contatto stretto e prolungato”.
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