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Cultura e Spettacolo
Hantavirus, alle origini del lemma: i due elementi fondativi
Oggi 12-05-26, 11:04
Nell’estate del 2025 a preoccupare i virologi, molti dei quali invocarono una lotta senza quartiere contro l’insetto veicolo dell’agente patogeno, come ai tempi della guerra alla malaria, pungolando la politica perché provvedesse agli stanziamenti necessari, furono le infezioni provocate dal virus del West Nile (“Nilo Occidentale”), trasmesse principalmente dalla “zanzara comune” (Culex pipiens). Una febbre debitrice, quanto al nome – non il fiume più lungo del mondo bensì il Nilo Bianco, il suo maggior affluente insieme al Nilo Azzurro –, alla regione nord-occidentale dell’Uganda in cui il virus, nel lontano 1937, era stato isolato per la prima volta. Da una febbre all’altra, da un animale all’altro, da un luogo all’altro. Anche l’Hantavirus, parola originata dall’unione di un primo elemento formativo (Hanta-) col termine che gli è stato per l’occasione agganciato (virus, dall’identica parola latina per dire ‘umore’, ‘succo’, veleno’, ecc.), sul modello di altri composti (antivirus, coronavirus, retrovirus, ecc.), deve il suo nome al luogo iniziale dell’isolamento (1977) dell’organismo patogeno: il fiume Hantaan, un piccolo corso d’acqua che scorre nella penisola coreana, quasi al confine tra le due Coree. La “febbre di Corea”, trasmessa all’essere umano dalla saliva, dall’urina o dalle feci di un roditore domestico o selvatico, o più raramente dal suo morso, è un genere di virus a Rna di cui si conoscono varie decine di specie virali diffuse per il pianeta. Mentre gli hantavirus circolanti nelle Americhe, fra i quali il virus Andes, che può trasmettersi anche da una persona all’altra– i casi riscontrati sono soprattutto in Cile e in Argentina –, possono determinare l’insorgere di una «sindrome polmonare da hantavirus (Hcps), una condizione a rapida progressione che colpisce polmoni e cuore», leggiamo sul sito del Ministero della Salute, gli hantavirus diffusi in Europa e in Asia, di cui non sono noti casi di trasmissione diversa da quella zoonotica, possono provocare una «febbre emorragica con sindrome renale (Hfrs) (...) che colpisce principalmente i reni e i vasi sanguigni» (https://www.salute.gov.it).
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