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Il caso del Giuli furioso: licenziato tutto lo staff
Oggi 11-05-26, 08:15
Sono le quattro del pomeriggio quando nelle redazioni di tutta Italia si fa largo una notizia: il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha licenziato gran parte del suo staff. A darne per primo l’annuncio è il Corriere, che rilancia su tutti due nomi: quello di Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del Mic e quello di Elena Proietti Trotti, segretario particolare del ministro.Una notizia tanto improvvisa da prendere in contropiede anche i diretti interessati, all’oscuro della decisione.Da settimane non tira una bella aria nei corridoi del Ministero. Nell’ultima settimana è andato in scena il duello a distanza tra Giuli e Pietrangelo Buttafuoco, direttore della Biennale di Venezia. Al centro del contenzioso, la decisione di quest’ultimo di accogliere il padiglione russo durante l’esposizione. Una scelta che, alla luce delle sanzioni imposte dall’Ue a Putin per l’invasione in Ucraina, ha suscitato grandi polemiche e critiche dall’opposizione. Ad accendere i riflettori sul dicastero guidato dal giornalista romano, poi, sono stati i mancati fondi destinati al documentario sulla tragica vicenda di Giulio Regeni. La morte del 28enne dottorando italiano, rapito in Egitto e ritrovato senza vita otto giorni dopo nelle vicinanze di una prigione dei servizi segreti del Cairo, aveva scosso tutta la Nazione. E da allora la famiglia chiede a gran voce che si faccia luce sul suo omicidio. Per questo, la scelta di non supportare la produzione della pellicola in sua memoria è diventata in poco tempo un caso nazionale. Proprio attorno alla mancata concessione di finanzia• Francis il mulo parlante, l’unico riuscito ad aggirare il divieto ai muli imposto dalla burocrazia della sindaca Salis, ha notato che gli Alpini senza damigiana ferire - hanno fatto sparire da Genova maranza e manigoldi vari. Lo hanno notato anche i genovesi, che da venerdì mattina a ieri sera hanno omaggiato e ringraziato le penne nere. «Più Alpini, più sicurezza, evviva!». Francis, 123esimo Distaccamento dei Muli, matricola M52519, pare che abbia suggerito all’elegante sindaca di organizzare un’adunata al mese. L’idea, invero, potrebbe essere estesa a tutte quelle città in cui per i sindaci la sicurezza è un problema di percezione, e a Milano Francis potrebbe essere il Kissinger di Sala nell’anno che gli rimane a Palazzo Marino. Il quadrupede consigliava quello zuccone del soldato Peter Stirling: vuoi che il nuovo prodigio della sinistra e l’ex manager non gli diano retta? È anche vero che Stirling, così come Francis, era americano, e oggi che in America c’è quel diavolaccio di Trump l’America meglio lasciarla stare. Alla vigilia dell’adunata, quando di Francis si ricordavano solo i cultori delle vecchie commedie d’oltreoceamenti pubblici al documentario ruoterebbe, secondo il Corriere, la decisione di Giuli di allontanare Merlino. Sarebbe stato lui, infatti, a gestire il dossier all’insaputa del ministro. Il suo avvicendamento non sarebbe questione di poco conto negli equilibri interni a Fratelli d’Italia: Merlino è considerato il braccio destro del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari. Un rapporto tanto stretto che, nell’ultima giravolta dei sottosegretari decisa dal governo, si era ipotizzato per il funzionario un’entrata nella squadra di governo. Da chiarire fino in fondo, invece, le motivazioni che avrebbero portato alla sostituzione della Proietti. L’ex assessore di Terni, nonché nome di peso di Fratelli d’Italia in Umbria, sarebbe “accusata” di non aver partecipato all’ultima missione del ministro della Cultura a New York. E se, effettivamente, sull’aereo partito per gli Stati Uniti lei non è mai salita, allo stesso tempo risulterebbe che il motivo del mancato viaggio sarebbe stata un’emergenza medica. Dal Ministero nessuno Giuli in primis - ha voluto commentare. E dei decreti firmati dal ministro non c’è stata traccia. In serata però è stato Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura e capodelegazione di Fdi nel governo, a far luce sulla vicenda. «Il ministro Giuli ha ritenuto, come è d’altronde suo diritto, modificare l’assetto della sua segreteria. Non è né la prima volta che accade in questo come nei governi che ci hanno preceduto. Il gabinetto deve corrispondere alle esigenze funzionali, almeno per alcuni ruoli direttamente dipendenti dal ministro, a un rapporto di totale sintonia. Anche per questo la legge consente modifiche basate esclusivamente sul rapporto fiduciario nell’incarico specifico», ha spiegato Lollobrigida. «Sono certo- ha continuato il ministro - che il collega Giuli saprà individuare le persone più idonee a ricoprire i ruoli in linea con il presupposto fiduciario, oltre che di competenza, che è proprio, lo sottolineo, degli uffici di diretta collaborazione». Parole di stima sono quelle indirizzate a Merlino e Proietti che «sapranno essere utili in altri ruoli nell’ambito istituzionale poiché la loro esperienza e capacità è, per quanto mi riguarda, indiscussa». Ma gli smottamenti nella squadra di Giuli non hanno fatto altro che far ripartire all’attacco l’opposizione. Il primo a chiedere la testa del ministro è stato Matteo Renzi: «In questa furia distruttiva a Giuli, cavallo scosso di un palio inutile, rimane solo un ultimo gesto da compiere: licenziare se stesso, non gli altri. Si dimetta subito questo ministro incompetente e porti la sua tracotante incapacità lontano dal Collegio romano. Il ministero della Cultura non merita un tale scempio», ha scritto il leader di Italia Viva. Nel Pd, dimenticando le liti interne al campo largo un giorno sì e l’altro pure, si fregano le mani. «Noi abbiamo il dovere di costruire rapidamente un’alternativa credibile. Il campo progressista deve accelerare il percorso unitario, mettere al centro legalità, giustizia sociale, diritti, pace e qualità della democrazia», ha scritto in una lunga nota l’eurodeputato Sandro Ruotolo. Insomma, mentre si attendono ancora le firme sui decreti di fine rapporto, a sinistra si sentono già a Palazzo Chigi. Non si sa guidati da chi, non si sa con quali voti...
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