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"Il colloquio di lavoro e le avance di Ranucci": parla Angela Camuso
Oggi 20-08-26, 10:04
Un colloquio di lavoro trasformatosi molto presto in avance. È il racconto-choc della giornalista Angela Camuso, che scrive una lettera pubblicata da Il Tempo ripercorrendo un episodio del dicembre 2018, quando si rivolse a Sigfrido Ranucci per proporsi come inviata di Report.La giornalista spiega di aver cercato Ranucci, perché interessata a collaborare con la trasmissione. Un curriculum, sottolinea, già consistente: aveva lavorato con Milena Gabanelli, pubblicato inchieste su Reportime del Corriere.it, scritto due libri, tra cui “Mai ci fu pietà” sulla banda della Magliana e lavorava da tre anni come reporter televisiva per Canale 5, dopo 15 anni da cronista per quotidiani e settimanali. Alla sua proposta lavorativa, però, sarebbe arrivato – racconta Camuso - un vocale nel quale Ranucci commentava una sua fotografia WhatsApp. “Stai in formissima in questa foto. L’unica cosa che mi porto dietro è il tuo sguardo luminoso”, riferisce la giornalista che definisce il comportamento “fuori luogo”. Il messaggio, racconta, si sarebbe concluso con un bacio pronunciato con “voce languida”. La giornalista racconta: “Era dicembre del 2018, ricordi? Lo sapevi benissimo quanto per me sarebbe stato importante in quel momento lavorare per Report. Sarebbe stato forse un trampolino di lancio per la mia carriera”. E aggiunge senza mezzi termini: “Così, come si dice, ci hai provato”. Camuso sostiene di non aver mai incoraggiato avances di quel tipo: “Non sono mai stata attratta da te in quel senso, caro Sigfrido”. E aggiunge: “Non mi viene in mente nulla che te lo abbia fatto intendere. Non ti ho neppure detto che ero disposta a prostituirmi per fare il mio mestiere, che è frutto di studi ed esperienza sul campo”. Nel racconto compaiono anche altri messaggi e inviti. La giornalista riferisce di aver ricevuto complimenti e proposte per incontri serali o “a sera inoltrata”. Un appuntamento, però, non ci sarebbe mai stato. Di fronte alla possibilità di un incontro “notturno con la musica e il rumore”, Camuso racconta di aver risposto a Ranucci spiegando le proprie perplessità. Dopo quella risposta, “si defilò”. I rapporti sarebbero quindi tornati “sul piano lavorativo, cordiali”. Oggi Camuso definisce quei comportamenti “inappropriati e non professionali” e accusa Ranucci di aver sfruttato il proprio ruolo: “Si chiama abuso di potere. Si chiama approfittarsi del proprio ruolo. Si chiama, Sigfrido, sfruttare i sogni. Speravo che tu, Sigfrido, fossi diverso. Invece hai seguito le tue voglie, calpestando i sogni”. La giornalista conclude ricordando di averlo contattato anche recentemente per la sua partecipazione a una rassegna cinematografica. Poi la domanda: “Tutto normale? Anche per la Rai e la sinistra va bene così?”.
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