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Il Pd boicotta gli affitti brevi privati. Ma a Firenze approva i b&b pubblici
Oggi 22-07-26, 09:06
«Operiamo nel campo dell’assistenza sociosanitaria, educativa e riabilitativa per anziani e disabili sia in regime residenziale che domiciliare, e nell’ambito dell’erogazione dei servizi in favore dell’inclusione attiva». Questa è la missione di Montedomini, azienda pubblica dei servizi alla persona del Comune di Firenze. LO SCHEMA Il Corriere Fiorentino ha però scoperto che nel patrimonio aziendale ci sono immobili di pregio destinati a ben altro; e cioè affitti brevi. Le ricostruzioni giornalistiche parlano di appartamenti di pregio interessati da operazioni di sfratto e successivamente ristrutturati per dedicarli a tale attività. Lo schema è il seguente: l’azienda concede ad un operatore turistico l’affitto dell’immobile. Ad un canone interessante con la formula “vuoto per pieno”. Questo lo ristruttura e Montedomini partecipa alla ristrutturazione in misura massima al 30% delle spese e fino al raggiungimento di un importo stabilito. Il conduttore poi gestirà gli affitti brevi sulle varie piattaforme lucrando ciò che è giusto. Tutto avviene con la massima trasparenza e con tanto di pubblicazione di bandi pubblici. Si potrebbe obiettare che Montedomini agisce al di fuori del perimetro statutario ma è anche vero che mette a frutto immobili di pregio i cui proventi possono essere riutilizzati per le finalità statutarie. Tuttavia c’è un “però” grosso quanto Palazzo Vecchio. Firenze è una delle città che più si è distinta per un’autentica crociata contro gli affitti brevi. Se sei proprietario di una casa a Firenze, soprattutto in certe aree, puoi affittarla per una notte se - e solo se - il Comune ti ha autorizzato. Oltre ad un sacco di altri vincoli. Molti i contenziosi al Tar che hanno dato spesso ragione al Comune. Il diritto di come meglio disporre della proprietà dell’appartamento non esiste insomma a Firenze. Ed ecco che la mia memoria corre esattamente ad un anno fa. Anzi un anno ed un giorno fa. Ero ospite della trasmissione L’aria che tira su La7 condotta dal bravo Francesco Magnani il 21 luglio 2025. Il tema della trasmissione era “la piaga degli affitti brevi” che toglierebbero appartamenti e unità abitative alle famiglie. Ed indovinate un po’ chi c’era in trasmissione? Si proprio lei la sindaca di Firenze Sara Funaro paladina della lotta contro il turismo incontrollato. Gonfio in silenzio come un pesce palla. Francesco sa come maneggiarmi, maledetto. Mi fa parlare per ultimo. Quando inizio a parlare mi sgonfio piano piano ma mi sgonfio. Faccio notare che una cosa è regolamentare un mercato (anche se con questa scusa spesso si fanno le peggiori porcate); ben altro limitare il diritto di proprietà. Due cose completamente diverse. Sentivo continuamente parlare di lotta al turismo incontrollato. Ma la lotta la si fa alla criminalità. La si fa alla povertà. La si all’immigrazione irregolare. La si fa al degrado sociale. Perché mai dovremmo farla al turista? SINDACA Ovviamente la sindaca dissentiva flebile facendo no con la testa in maniera sempre più impercettibile. Si vedeva che non sapeva che dire. E facevo notare come gli affitti brevi sono un’occasione di riqualificazione del patrimonio abitativo che nulla chiede alle casse dello stato. E non si capisce il perché, argomentavo, il Comune esiga il pagamento della Tari e dell’Imu in suo favore, ma nel frattempo pretenda di impedire ai piccoli proprietari di mettere a frutto la loro abitazione. Intravedevo in questa incomprensibile crociata una molto più comprensibile (e miope) azione di lobbying degli albergatori che trovava sponda nell’azione del regolatore. Nella fattispecie il Comune. Gli albergatori non vogliono la concorrenza dei piccoli proprietari ed il Comune li accontenta. Ricordo che il sindaco Sara Funaro reagì con un moto di indignazione. E dopo un anno scopriamo cosa? Che Montedomini affitta Palazzina Fusi in via Vacchereccia alla Catena Ognissanti Hotels perché lì il comune ha autorizzato l’attività di bed and breakfast che invece è sempre più preclusa agli altri comuni mortali. Caro sindaco, come la mettiamo? Vuole forse spiegarci rimanendo seria che il Comune di Firenze si comporta come il marchese del Grillo? Della serie «perché io so io e voi non siete un cazzo?».
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