s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Economia e Finanza
Il risiko bancario non può essere pagato dalle imprese
Oggi 06-05-26, 09:16
A leggere i brillanti risultati del primo trimestre dell’anno di Unicredit e di Banco Bpm si apre un orizzonte sereno che serve all’Italia e alla tenuta del sistema bancario nel finanziare il sistema imprenditoriale nostrano. Un sistema socioeconomico, il nostro, che incontrerà ben presto la problematica del sostegno finanziario alle micro imprese, che non mi stancherò mai di ripeterlo sono oltre 4,7 milioni su un totale di 5 milioni di partite iva e occupano circa 14 milioni di addetti. Una loro debacle a causa del surplus dei costi energetici, del calo della domanda dovuta a stagflazione, della difficoltà ad ottenere, o anche solo mantenere, gli attuali status di concessione da parte del sistema bancario, a causa di un merito creditizio appena sufficiente, si ripercuoterebbe pesantemente su tutta l’economia. In presenza di questa situazione, resta difficile comprendere come possa andare avanti un risiko bancario, che la Borsa di Milano si aspetta, che sia in grado di dare corso alla nascita di un terzo polo. Sicuramente è positivo che nasca un terzo polo mirato essenzialmente all’economia interna e che, parimenti, sia in grado di partecipare allo sviluppo di quella che deriva dall’export, che è bene ricordare rappresenta circa un terzo della composizione del Pil. Un terzo polo che abbia l’obiettivo di sostenere e stimolare una miglior tenuta del nostro sistema economico, offrendo ulteriori opportunità di finanziamento e di servizi, resi maggiormente competitivi. Appare però difficile, in una fase così delicata, che si possa realizzare con i rischi multipli derivanti dalla clientela delle micro imprese, ovvero della grande maggioranza del sistema imprenditoriale nostrano, soggette ad una revisione al ribasso delle erogazioni. Le fusioni tra banche comportano tempi di realizzazione e organizzazione, che in molti casi superano un biennio, oltre al fatto che un’ulteriore concentrazione in una sola banca, anziché due o più, tende a ridurre l’erogazione ad un cliente che è già di entrambe le banche, a causa dell’eccesso di rischio. Componente, quella del rischio, che è in aumento ed è già in fase attuativa e difficilmente rallentabile, in assenza di una pacificazione, non solo nel Medio Oriente, ma più diffusamente nel globo, a cui segua una ripresa di normalità per i commerci e la domanda, sia di prodotti che di servizi. I costi energetici, oggi al centro delle difficoltà, sono un di cui che si associa ad un prevedibile calo della domanda derivante dalla crescita dell’inflazione che fa scattare l’aumento sia del costo del denaro che delle condizioni per ottenerlo. Varrebbe quindi la pena proseguire negli approcci tra banche che chiariscano però il potenziale che ne può derivare perla crescita del nostro sistema economico. E forse sarebbe opportuno un rinvio delle fasi che possono portare ad altre fusioni e incorporazioni, pur in presenza di trattative in corso. È inoltre importante che le fusioni in corso tra Bper e Popolare di Sondrio e Montepaschi e Mediobanca si concludano concretizzando un nuovo corso che incida il meno possibile sulle micro imprese e sull’erogazione dei prestiti derivante dalla concentrazione del rischio.
CONTINUA A LEGGERE
5
0
0
Libero Quotidiano
12:29
Rubio "Buona idea che l'Iran non abbia il nucleare, è un rischio inaccettabile"
Libero Quotidiano
11:35
Arrestato latitante albanese a Tirana, era capo banda narcotrafficanti a Venezia
Libero Quotidiano
10:37
Garlasco, Marco Poggi arrivato in Procura: il dettaglio sulla sua auto
Libero Quotidiano
10:31
Rubio (Segretario Stato Usa): L'Operazione Epic Fury è conclusa, abbiamo terminato questa fase
Libero Quotidiano
10:29
Garlasco, Giuseppe Brindisi: "Perché c'è traccia del Dna di Sempio sotto le unghie di Chiara?"
Libero Quotidiano
10:10
