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Il viaggio in Normandia sulla spiaggia del D-day ora patrimonio Unesco
Oggi 09-08-26, 10:03
Il sole sorge lentamente sulle acque calme del porto di Le Havre. Colori, luci, onde, tutto si fonde e crea in una pennellata vibrante, del tutto nuova, che coglie l’istante preciso dell’alba: ed è proprio così, con questo dipinto, che nel 1874 Claude Monet getta le basi dell’Impressionismo. E Le Havre diventa dunque il luogo di nascita di uno dei capolavori dell’arte occidentale tra i più conosciuti al mondo. Questa città-martire della seconda guerra mondiale, bombardata e rasa al suolo, a cominciare dal porto, potrebbe essere una delle tappe centrali di un viaggio in quest’estate così calda. Ma un buon motivo per scegliere questa regione francese è anche il fatto che le vaste spiagge teatro dello sbarco in Normandia sono ora patrimonio Unesco.Il riconoscimento è arrivato nel corso della 48a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale dell’agenzia dell’Onu riunita in Corea del Sud. Questo tratto di costa francese affacciata sulla Manica, per lo più composta da spiagge piatte e in parte a falesia, è diventata negli anni luogo del ricordo del D-Day, quel 6 giugno 1944 che ha dato il via alla liberazione del continente dall’occupazione nazista. Un percorso della memoria esteso lungo quasi 80 chilometri, tra i dipartimenti della Manica e del Calvados, che comprende le cinque spiagge dello sbarco in Normandia, passate alla storia con i nomi in codice Utah, Omaha, Gold, Juno e Sword. Oltre al sito di Pointe du Hoc, teatro di battaglie strategiche, la batteria di artiglieria tedesca di Longues-sur-Mer e il porto artificiale di Arromanches-les-Bains, noto come Port Mulberry, l’invenzione del genio britannico diventato nome per antonomasia per indicare un tipo di attracco temporaneo e prefabbricato composto da enormi cassoni di cemento immersi nell’acqua. Quelle strutture, di cui oggi rimangono alcune parti semisommerse, hanno reso possibile lo sbarco di 2,5 milioni di uomini, 500.000 veicoli e 4 milioni di tonnellate di rifornimenti, momento decisivo per l’avanzata alleata in Francia. Ci sono altri siti Unesco nella regione che valgono il viaggio: il famoso Mont-Saint-Michel, uno spuntone roccioso con una magnifica abbazia medievale, meta di pellegrinaggio, che diventa isola o passeggiata a pelo d’acqua a seconda delle maree. Il centro ricostruito di Le Havre, le fortificazioni di Vauban, l’arazzo di Bayeux, lo splendido telo ricamato dell’XI secolo che racconta la conquista normanna dell’Inghilterra (iscritto nel registro “Memoria del Mondo”). Il percorso della memoria e della storia si intreccia con quello dell’arte, essendo la Normandia considerata culla e laboratorio all’aperto dell’Impressionismo, come già accennato. Tra il XIX e il XX secolo, la luce unica, le falesie di calcare, le spiagge e la Senna di questa regione francese hanno ispirato maestri come Claude Monet, Eugène Boudin, Pierre-Auguste Renoir, Gustave Courbet e Camille Pissarro. I luoghi-simbolo? A Giverny la casa e i giardini di Monet; Etretat con le sue falesie scolpite dal mare e immortalate da Monet. Ritroviamo Le Havre e Honfleur, i porti e gli estuari della Senna dove è nata la pittura di plein air grazie a Boudin e Jongkind. Prima della devastazione del secondo conflitto mondiale. Non si possono certo trascurare Trouville e Deauville, mete balneari alla moda amate dagli impressionisti e dove, ancora una volta davanti alle spiagge e al mare affacciato sulla Manica, è nata anche l’ispirazione della “divina” Coco Chanel.
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