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Ilaria Salis vuole nascondere il terrorismo rosso
Oggi 15-07-26, 08:58
Della serie: le grandi battaglie della sinistra. Sulla presenza di un esponente del governo, il sottosegretario agli Interni Emanuele Prisco, al summit sul terrorismo rosso in programma domani a Washington, i progressisti hanno perso la trebisonda. A partire da Ilaria Salis, eurodeputata di Avs: «L’Italietta post-fascista parteciperà al surreale summit “anti-antifa” di Washington, promosso per accreditare la tesi secondo cui l’antifascismo sarebbe una forma di terrorismo. Il governo Meloni si mette sull’attenti e invia alla corte di Trump il sottosegretario agli interni Prisco, offrendo così legittimazione internazionale all’ennesima crociata repressiva e autoritaria contro i movimenti di sinistra. E, chissà, magari con l’idea di riprodurre un giorno l’operazione anche in Italia. Il loro obiettivo è criminalizzare l'antifascismo e, più in generale, ogni forma di dissenso politico». In Parlamento, il deputato rossoverde Marco Grimaldi, grande fan di Askatasuna giusto per intenderci, ha presentato un’interrogazione al presidente del Consiglio e al ministro dell’Interno per sapere perché il governo manderà un suo esponente negli Stati Uniti. A lui si sono accodati anche il Partito democrativo e il Movimento 5 Stelle. «È davvero strano un mondo in cui dall’America vediamo nuove immagini in cui la superpolizia ha ucciso civili inermi per l’ennesima volta. Un grande momento per spiegare che in questo mondo il grande pericolo, per i suprematisti, è la sinistra. Se cercate antifa, eccoci, schedateci. Siamo in una Repubblica antifascista»», ha detto Grimaldi. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48527796]] Il ministro Piantedosi ha risposto che «c’è stata una questione anche di accordi intercorsi tra i due sottosegretari per esigenze anche di agende personali, quindi è stato solo questo, la decisione è stata presa anche politicamente per garantire una partecipazione che fosse equilibrata». In prima battuta sembrava che sarebbe dovuto partire per gli Usa l’altro sottosegretario all’Interno, il leghista Nicola Molteni. E ancora: «Andiamo lì soprattutto come osservatori, non abbiamo una posizione predefinita». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48419803]]
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