s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Politica
In memoria di Mussi, comunista d’altri tempi
Oggi 04-09-26, 12:57
La scomparsa di Fabio Mussi, a 78 anni, mi riporta indietro di trent’anni, quando egli era capogruppo del Pds a Montecitorio e io deputato di Alleanza Nazionale. Non solo per il carisma indubbio del personaggio; non solo per quell’ironia che sapeva usare con rara intelligenza; ma anche per una sobrietà e disponibilità che ne furono tratti essenziali. Pochi sanno che fu proprio grazie a Mussi che nel 1996 diventai presidente della commissione di vigilanza Rai. Il centrodestra aveva perso le elezioni per i famosi 24mila voti di Prodi. All’opposizione toccavano le commissioni di controllo. L’Udc aveva preteso nella coalizione la designazione di Ombretta Fumagalli Carulli, con diversi mal di pancia. Dissi a Fini che non ci stavo e che avrei tentato di ribaltare la decisione. E lui, scettico, «se ci riesci...». Per me valeva come un lasciapassare. Cercai e trovai Mussi a Montecitorio, in Aula. Lo guardai e sibilai: «Bravi ’sti comunisti moderni, la Dc continuerà a comandare in Rai grazie a voi». Mi fissò col suo sguardo vispo, mi chiese spiegazioni, e poco dopo trapelò la notizia che la maggioranza parlamentare era indisponibile a far passare quella candidatura. Mario Landolfi, che sapeva tutto, lo battezzò come diminutivo di Mussolini. Risultato: in vigilanza Rai fui votato io - anche se non dall’Udc del mio amico Follini che era in commissione e diventai presidente per conto della minoranza. La classica manovra parlamentare andata bene, posso dire oggi. Ma di Mussi, che era un orgoglioso comunista d’altri tempi, in quella stagione parlamentare è doveroso ricordare come tenne il timone del più grande partito di maggioranza in un momento di grande difficoltà proprio durante il governo Prodi. I suoi discorsi in aula erano ascoltati in religioso silenzio da tutti, perché sapeva parlare alle teste dei suoi colleghi. Feroce quando si trattava di fustigare l’avversario, morbido quando erano i suoi a metterlo in difficoltà. Era soprattutto una persona seria, forte anche della sua cultura: era un vanto pieno di orgoglio quella laurea alla Normale di Pisa... Anche lui se ne è andato e dai suoi antichi compagni un coro di lacrime. Sincere, possiamo dire, come non ipocrita è anche il cordoglio registrato a destra. Mussi è stato un campione di politica e gliene va dato atto. Ha saputo contribuire alla costruzione di una sinistra fiera e chiunque l’abbia avversata non può che riconoscerglielo. Soprattutto, una persona onesta. E in questa e quella politica, è una dote che non è appartenuta a tutti. Se ne è andato in un ospedale romano e sembra incredibile che con la sua verve potesse stare male. Lo ricordiamo con immutata simpatia. Reciproca, credo.
CONTINUA A LEGGERE
3
0
0
Libero Quotidiano
17:06
La Casa Bianca trasforma le politiche sui migranti in videogiochi
Libero Quotidiano
16:18
Incendio Conca d'Oro a Palermo, Lagalla "70% del centro riaprirà a breve"
Libero Quotidiano
16:15
Incendio Conca d'Oro a Palermo, Tamajo "Tavolo di confronto permanente"
Libero Quotidiano
16:08
Ippica, Lollobrigida "Il Governo ha messo in campo azioni di rilancio"
Libero Quotidiano
15:30
IA, Gros-Pietro "Impone aggregazioni, solo i grandi reggono la sfida"
Libero Quotidiano
15:24
