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Iran, la replica della Difesa a Rutte: "I jet italiani? Solo attività logistica"
Oggi 24-06-26, 14:08
Arriva dal Ministero della Difesa la risposta a Mark Rutte. Ed è una risposta dura tanto al segretario generale della Nato quanto alle opposizioni italiane, scatenate. In mattinata l'ex premier olandese ha spiegato che "dalle basi italiane sono partiti 500 aerei Usa in appoggio alla missione Epic Fury in Iran". Sulla carta, una replica a Donald Trump che aveva accusato ripetutamente Giorgia Meloni di averlo lasciato solo nella guerra ai Pasdaran. In teoria, un assist alla sinistra che ha iniziato a inveire sul coinvolgimento dell'Italia nel conflitto. "Al fine di evitare inutili e pretestuose polemiche la Difesa ribadisce senza tema di smentita che l'Italia, eil ministero della Difesa, ha sempre operato nel pieno rispetto della Costituzione, dei trattati internazionali, degli indirizzi Parlamentari e degli accordi che regolano la presenza e l'utilizzo delle basi alleate sul territorio nazionale, senza autorizzare né consentire attività al di fuori delle previsioni vigenti", si legge in una nota del Ministero retto da Guido Crosetto. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48296297]] "Come già chiarito nel corso dell'informativa al Parlamento del Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Governo ha fatto esattamente quanto dichiarato alle Camere sono state autorizzate esclusivamente attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche, nell'ambito delle procedure previste dagli accordi esistenti - si legge nella nota del ministero della Difesa -. Le volte in cui si è prospettata una richiesta che esulava da questo perimetro, come è noto, l'Italia non ha concesso l'autorizzazione. Per questo, sorprende che il Segretario della Nato, che nulla ha a che fare con l'operazione Epic Fury, faccia una ricostruzione che trasmette un messaggio totalmente fallace confondendo la tipologia dei voli autorizzati. Sarebbe bastato un approfondimento alla fonte per poter avere la reale rappresentazione di ciò che è avvenuto (ed avviene ogni giorno): l'Italia autorizza esclusivamente i voli che sono previsti dai trattati e che escludono totalmente le attività cinetiche. Come sempre ha fatto e come continuerà a fare in vigenza degli attuali accordi". Nel frattempo, a sinistra, hanno parlato praticamente tutti. "Crollano le favolette del governo e dei suoi trombettieri. Le parole di Rutte ci confermano quello che abbiamo sempre sostenuto - tuona Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle -. Quello di Trump è solo un richiamo all'ordine per un governo che ha sempre detto sì: 500 aerei partiti dall'Italia per una guerra illegittima in Iran in cui Netanyahu ha trascinato Trump e che ha danneggiato pesantemente l'economia italiana. E meno male che Meloni ha dichiarato 'non condanno né condivido': se avesse condiviso ne sarebbero partiti 5000?". "La lista dei 'sì' - aggiunge l'ex premier sui social - è infinita: firma sulle spese militari al 5 per cento del Pil, accordo sui dazi alle nostre imprese giudicato 'positivo' e 'sostenibile'; cappello Maga tra le mani dopo il genocidio di Gaza; acquisti garantiti di gas americano e zero tasse ai giganti del web. Tocca a noi far rialzare il Paese: l'orgoglio nazionale va difeso con le scelte non con le chiacchiere. È doveroso - ha concluso Conte - che la presidente Meloni venga a fornire necessari chiarimenti al Parlamento e al Paese". "Le dichiarazioni del segretario generale della Nato Mark Rutte esigono un immediato chiarimento dal governo - incalza Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd -. Secondo Rutte le basi in Italia 'hanno svolto un ruolo massiccio' a sostegno della guerra illegale di Trump e Netanyahu all'Iran, contraria ai nostri principi e ai nostri interessi. Giorgia Meloni aveva assicurato che l'Italia non sarebbe stata coinvolta, e invece si apprende che almeno 500 aerei Usa sarebbero decollati dal territorio italiano, confermando le preoccupazioni che avevamo manifestato in Parlamento, ricevendo vaghe rassicurazioni dal Governo. Secondo Rutte, l'Europa 'si è trasformata in una piattaforma di proiezione della potenza' americana. Cioè, della logica di potenza trumpiana, della legge del più forte in violazione del diritto internazionale. Altro che i botta e risposta sui social network, altro che 'momento Sigonella'! Il Governo italiano, e in primo luogo la Presidente del Consiglio, ha il dovere di chiarire con urgenza queste gravi affermazioni". Angelo Bonelli, deputato di Avs, parla di una Meloni "sbugiardata da Rutte. Il sostegno di Giorgia Meloni a Trump non è mai venuto meno e, a questo punto, è lecito pensare che gli scambi di accuse tra lei e il presidente degli Stati Uniti siano stati una sceneggiata per coprire il sostegno militare garantito dalle basi italiane agli aerei Usa". Per il sodale Nicola Fratoianni "o hanno mentito al Parlamento o Rutte ha preso un colpo di calore. Si tratta di una vicenda gravissima qualunque sia la versione veritiera". Tutti rovinosamente smentiti dalla Difesa.
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