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Economia e Finanza
La cartolarizzazione sociale può salvare i cittadini con troppi debiti
Oggi 27-05-26, 12:02
La ricchezza degli italiani sui conti corrente bancari è di seimila miliardi. Il nostro Paese però non è solo una terra di grandi risparmiatori ma anche una nazione in cui sette milioni di persone sono sovra-indebitate o a rischio di diventarlo. Tecnicamente, essere sovra-indebitati significa avere debiti, come le rate del mutuo, insostenibili rispetto alle proprie entrate. Normalmente, chi si trova in una situazione simile imbocca un tunnel dal quale non può uscire, che distrugge la sua vita e lo porta a perdere il bene primario della casa. Ogni anno sono circa 150mila le esecuzioni forzate sugli immobili privati. La sorte di questi proprietari è segnata: perdono l’appartamento, pignorato e messo all’asta, vengono segnalati come cattivi pagatori e non avranno mai più accesso al credito. È su questa emergenza che si è focalizzato la prima edizione del Festival dei Consumatori, organizzato a Trento, in contemporanea con il Festival dell’Economia, dall’Uci, Unione dei Consumatori Italiani: a dirigerne i lavori il suo segretario federale, l’avvocato Massimiliano Albanese. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47900912]] Educazione finanziaria e reinclusione sono stati i temi forti dell’appuntamento, a cui sono intervenuti il presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato (Fdi), e le parlamentari leghiste Erika Stefani ed Elena Testor. Tra gli altri partecipanti, l’ex manager pubblico Danilo Broggi, attuale presidente del Centro per la Cultura d’Impresa, il vicepresidente di Ecdn, l’organismo europeo che aggrega le principali istituzioni per la tutela dei consumatori sovra-indebitati, il polacco Kasimierz Janiak, esponenti della Fondazione Educazione Finanziaria (Marcello Presicci) e dell’imprenditoria (Luca Baravalle), sociologi (Roberto Veraldi) ed analisti di politiche pubbliche (Andrea Battistoni). E poi l’avvocato Alessandra Scerra, presidente di Save Your Home società benefit, ora la sola dedicata alla cartolarizzazione sociale dei debiti ai quali i proprietari di casa non riescono più a far fronte, classificati dalle banche come Npl: crediti non utilmente esigibili, ossia perdite secche che gravano sul sistema. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47902237]] La cartolarizzazione è l’unica speranza che il cittadino sovra-indebitato ha di avere una seconda occasione nella vita e di non perdere il proprio immobile. E’ uno strumento che disinnesca una potenziale bomba sociale. E’ disciplinato da una norma del 2019, che ha modificato la vecchia legge 130 del 1999 sulle cartolarizzazioni, ma è poco conosciuto da chi ne avrebbe bisogno e praticato controvoglia dagli istituti bancari, malgrado rappresenti per essi l’occasione più sicura e rapida per recuperare il denaro prestato. Per promuovere e incrementarne l’utilizzo, l’Uci ha proposto in audizione al Senato di introdurre un obbligo di informazione alle parti prima della messa all’asta dell’immobile. L’iniziativa si è concretizzata immediatamente in un ordine del giorno, presentato dai senatori Massimo Garavaglia ed Erika Stefani (Lega) per stimolare il Governo ad agire. Ma cos’è esattamente la cartolarizzazione a valenza sociale? Rivolgendosi ad un’associazione come Uci, il debitore che non riesce più a pagare il mutuo può chiedere che la banca venda il credito che vanta nei suoi confronti a una società specializzata – attualmente l’unica è Save Your Home – la quale acquista così la proprietà dell’immobile ma non può venderlo all’asta: lo affitterà per tre anni a un canone concordato allo stesso debitore, che evita lo sfratto e, trascorso il periodo, può decidere se farsi rifinanziare per riacquistare l’immobile, perdendo solo il 10% della somma girata nei 36 mesi alla società di cartolarizzazione (rent-to-buy), o lasciarlo in vendita al pieno valore di mercato, recuperando le somme versate e parte del maggior valore realizzato con la vendita (rent- to-sell). «Vincono i consumatori indebitati, che conservano il valore e l’uso della loro casa; vincono i creditori, che riescono a riscuotere rapidamente; vince la società cartolarizzatrice, che realizza il proprio business in condizioni di sostenibilità e con un positivo impatto sociale», chiosa il segretario Albanese. Quello di Trento è stato solo il primo appuntamento dell’iniziativa di Uci, che ha ripreso a pieni giri la propria attività, dopo un periodo di rallentamento seguito al Covid: «Il nostro Festival dei Consumatori tornerà molto presto, come recita il suo claim, a condividere valore e creare consapevolezza» è la promessa di Albanese.
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