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La domanda da non fare mai a Bonaccini
Oggi 18-07-26, 09:02
Finché Stefano Bonaccini può parlare a ruota libera da solo, senza contraddittorio, e contro Giorgia Meloni, tutto va bene. Ma per carità, non fategli notare che qualcosa nel centrosinistra non va. Altrimenti, per dirla alla Bud Spencer e Terence Hill, «ci arrabbiamo». Anzi, si arrabbia. L’europarlamentare del Partito democratico è ospite di In Onda, su La7. Si commenta la vicenda dei “franchi tiratori” alla Camera sulla legge elettorale e Marianna Aprile e Luca Telese gli srotolano un tappeto rosso. «Diciamola così - esordisce l’ex governatore dell’Emilia Romagna -, è la prima volta da quando governano che c’è un voto che va direttamente contro il presidente del Consiglio, che peraltro ha dimostrato in questi anni di avere ampio consenso nel Paese e di saper tenere a bada la coalizione. È uno dei risultati che le vanno riconosciuti perché per il resto i risultati economici e sociali sono modesti. Però la maggioranza l’ha tenuta insieme». «C’è un bluff che bisogna smascherare, Meloni non la dice giusta - prosegue -: non è vero che avevano proposto di introdurre le preferenze. Io sono stato eletto perché 390mila elettori nel Nord Est hanno scritto sulla scheda “Stefano Bonaccini”, e non ero capolista. Lello Topo, mio collega della circoscrizione Sud, era in fondo alla lista ed è arrivato tra i primi». Poi però accade che Claudio Cerasa, direttore del Foglio, cambi il focus della serata chiedendogli se non sia il caso, visto che dal campo largo continuano a invocare le urne anticipate, di fare subito le primarie del centrosinistra. «Non puoi fare le primarie prima di fare il programma. Altrimenti vuol dire che di politica non si capisce niente. Le primarie su cosa le fai? Su chi è più bello?», si scalda Bonaccini, che perde subito il controllo: «Così agli italiani gli diciamo che siamo talmente cogl*** che non abbiamo neanche capito cosa era accaduto qualche anno fa. Ma non scherziamo. Dai, è infantile la cosa che hai detto». «Quando si parla di primarie vedo che ci si scalda», ironizza Cerasa. «Questa è geniale si altera il dem -, tu proponi al centrosinistra...». «Anticipare le primarie e il programma elettorale senza aspettare le candidature. Rispondi a questa domanda se vuoi. Le primarie vanno fatte dopo e con calma o va subito spiegato agli elettori chi è il candidato premier senza prenderli in giro?», tiene duro il direttore. «Quella che hai detto è una cosa infantile», taglia corto l’europarlamentare. «Siamo pronti a governare», ripetono da settimane Schlein e Conte. Forse non è proprio così.
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