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Politica
La Toscana del Pd e il bando da 128mila euro "per persone trans e non binarie": l'ultimo delirio rosso
Ieri 25-06-26, 09:30
La Toscana rossa si conferma avamposto woke d'Italia, un laboratorio perfetto per sperimentare ogni tipo di deriva progressista. La Regione guidata dal governatore Eugenio Giani e dal Partito democratico ha deciso di finanziare un bando per la formazione professionale. Fin qui, nulla di strano. Senonché nel suddetto bando è prevista una quota molto alta, il 50% dei posti, riservata esclusivamente a persone "trans e non binarie". Le quote rosa, oggi, diventano uno sbiadito ricordo. Pure un po' sessista. Perché ora vanno di moda le quote arcobaleno. "Persone non binarie e transgender" vengono dunque equiparate alle donne come categoria professionale da tutelare. E non si tratta di spiccioli, dal momento che il progetto costa alle casse regionali toscane 128mila euro, come riporta Il Tempo. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48139672]] Nel dettaglio, il bando è stato redatto dallaAgenzia Formativa Ambiente Impresa Scrl, accreditata presso la Regione Toscana. Il progetto, spiega sempre Il Tempo, è in collaborazione conil centro di formazione professionale Don Giulio Facibeni, Proforma società cooperativa impresa sociale e Alessandro Bini Srl. Si tratta di "un avviso pubblico per la concessione di finanziamenti ex art. 17 comma 1, della L.R. 32/2002, per progetti formativi finalizzati all’inserimento lavorativo", percoeso nato"a seguito dell’ammissione a finanziamento, con d.d. n. 5105 del 06/03/2026, del progetto acronimo 'C’è stoffa per tutti' che organizza il corso per tecnico delle attività di progettazione del tessuto e industrializzazione del prodotto". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48159854]] Cosa c'entri la valorizzazione della tradizione manifatturiera toscana con le più legittime scelte sessuali dei candidati, non è molto chiaro. Anche perché l'obiettivo dichiarato è "formare professionalità capaci di concepire, sviluppare e industrializzare articoli tessili innovativi, unendo creatività, competenze digitali, sostenibilità ed etica del lavoro e delle relazioni sociali". "In caso di numero di iscrizioni complete superiori il numero massimo previsto - si legge -, verrà effettuata una selezione dei partecipanti, in data 15/06/2026. È prevista una riserva del 50% per donne, persone non binare e transgender, con eventuale supporto personalizzato, qualora lo necessitino". La scelta molto politica e ideologica della regione ha scatenato le proteste di Alessandro Draghi e Jacopo Cellai, il primo consigliere comunale e il secondo regionale di Fratelli d'Italia: "Riservare la metà dei posti a transgender e ad altre persone che non si definiscono né uomini né donne ottenga l’effetto contrario: ampliare ulteriormente la discriminazione e l’emarginazione. La deriva woke della Regione Toscana è senza pudore, è offensivo verso i nostri concittadini stabilire una riserva di questo tipo".
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