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L’accordo sul tabacco è pronto. Gli Stati membri dovrebbero solo accettarlo
Oggi 23-06-26, 12:11
«La Presidenza UE irlandese eredita un negoziato sulla Direttiva sulle accise del tabacco (TED) molto più avanzato rispetto a pochi mesi fa. Il compromesso attualmente sul tavolo riflette un lavoro instancabile volto ad affrontare le preoccupazioni sollevate dagli Stati membri, inclusa l’Italia, e fornisce una solida base sulla quale l’Irlanda può costruire il consenso. La proposta originaria della Commissione europea di revisione della Direttiva sulle accise del tabacco avrebbe più che raddoppiato l’imposta minima sulle sigarette e aumentato le aliquote su sigari e sigaretti a un livello senza precedenti nella storia della direttiva. L’Italia aveva ragione a essere preoccupata, specie per i danni alla sua agricoltura, prima per produzione di tabacco in Europa. Aumenti rapidi e calibrati in modo inadeguato di tale portata non riducono semplicemente il consumo. Nei mercati sensibili ai prezzi, essi spostano la domanda verso canali informali, acquisti transfrontalieri e mercati neri che non generano né entrate fiscali né benefici per la salute pubblica. L’Italia ha sollevato queste preoccupazioni in modo chiaro e coerente. Anche altri Stati membri lo hanno fatto. La situazione odierna è diversa. Ciò che è cambiato è la volontà di raggiungere un accordo, una volontà che l’Irlanda dovrebbe accogliere. Questo aggiornamento è nell’agenda europea da anni. Le precedenti presidenze vi hanno lavorato, ma nessuna era arrivata a questo punto d’intesa. In un negoziato che richiede l’unanimità, ciò è straordinariamente difficile da realizzare. L’Irlanda assume quindi la presidenza con le condizioni ideali per i negoziati finali. Le obiezioni dell’Italia alla proposta originaria non riguardavano soltanto la velocità di attuazione. Un quadro normativo che non distingua in modo significativo tra le diverse categorie di prodotti invia segnali di prezzo errati, crea incentivi perversi e spinge i consumatori verso alternative senza generare la coerenza fiscale e regolatoria che la revisione avrebbe dovuto garantire. L’Italia è stata tra gli Stati membri che hanno riconosciuto chiaramente questo problema. L’ultimo testo di compromesso affronta tale preoccupazione. Ciò che l’Irlanda riceve è una bozza che distingue chiaramente tra tabacco combustibile, prodotti a tabacco riscaldato e altre categorie innovative. Le aliquote su sigari e sigarette sono state ridotte in modo sostanziale rispetto alla proposta originaria. L’aliquota finale sul tabacco riscaldato è stata abbassata. La struttura riflette differenze reali tra le categorie di prodotti, invece di trattare l’intero mercato come un unicum fiscale. Vi è inoltre la questione di come il quadro evolverà nel tempo. I futuri adeguamenti delle aliquote coinvolgeranno il Consiglio, invece di essere applicati automaticamente. Gli Stati membri mantengono quindi un ruolo significativo nell’evoluzione del sistema. Questo è importante per un Paese che ha sempre sostenuto politiche proporzionate e basate sulle evidenze, piuttosto che aumenti automatici della tassazione. L’impegno dell’Italia in questo negoziato ha contribuito a produrre questi risultati. Il testo attuale è migliore perché l’Italia si è opposta alla proposta originaria e ha sostenuto la necessità di uno strumento progettato con maggiore attenzione. Ora deve incoraggiare l’Irlanda a fare lo stesso. Con una nuova presidenza potrebbe esserci la tentazione di ripartire da zero e progettare un nuovo quadro normativo. Sarebbe un errore e una perdita di tempo. Se il negoziato dovesse riaprirsi sulla base di aumenti drastici delle aliquote, l’Italia e gli altri Stati membri interessati rischierebbero di trovarsi di fronte a una proposta che potrebbe creare gravi difficoltà economiche. Al contrario, un progresso graduale rappresenta la strada verso il successo. L’Italia ha sostenuto per tutto il processo che una buona politica sulle accise del tabacco dipende dalla qualità della progettazione del sistema, non soltanto dal livello delle aliquote. Il compromesso TED centra questo obiettivo. Vi è un ultimo punto da sottolineare. La Direttiva sulle accise del tabacco non viene aggiornata dal 2011. In questi quindici anni, i nuovi prodotti a base di nicotina sono cresciuti notevolmente nei mercati europei e la normativa non ha tenuto il passo. Un quadro che li includa e li tassi in base alle loro caratteristiche specifiche è esattamente ciò che dovrebbe essere realizzato oggi. Un accordo sarà raggiunto, ma solo attraverso un confronto serio che utilizzi l’ultimo compromesso come punto di partenza. Se l’Irlanda adotterà questo approccio, raggiungeremo un’intesa». Così l’On. Luca Bellotti, già deputato e Sottosegretario di Stato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
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