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Meloni, il sospetto: gioco sporco, così Trump usa Rutte
Oggi 25-06-26, 08:19
Un'uscita talmente improvvida come quella di Mark Rutte fa sorgere un legittimo sospetto: le parole del segretario della Nato sui "500 aerei Usa partiti dalle basi italiane per Epic Fury" sono state una risposta a Donald Trump, che aveva criticato Giorgia Meloni sul mancato appoggio alla missione in Iran o, al contrario, l'ex premier olandese ha agito proprio per conto del presidente degli Stati Uniti con l'obiettivo malcelato di mettere in difficoltà la premier italiana? Secondo molti retroscena, compreso quello del Corriere della Sera, a Palazzo Chigi si propende proprio per questa seconda, inquietante ipotesi. Rutte ha parlato a Fox News, tv americana "trumpiana" per eccellenza. E già questo è un segnale. Inoltre non ha minimamente pre-allertato il governo italiano riguardo alle sue dichiarazioni. Incauto, o forse peggio. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48296297]] Meloni, appresa la notizia a Foggia dove stava celebrando l'anniversario della Guardia di Finanza prima di partire per Berlino, dove mercoledì pomeriggio è stata impegnata al vertice E5, ha deciso di chiamare in prima persona Rutte per chiedergli conto delle sue dichiarazioni. "La presidente del Consiglio e il ministro della Difesa (Guido Crosetto, ndr) sentono puzza di bruciato, leggendo e rileggendo le parole del segretario della Nato. Sono increduli. Si scambiano così al telefono domande che appaiono retoriche - scrive il Corsera -. La Nato non è stata coinvolta nell’operazione di attacco all’Iran, perché dà questi numeri peraltro falsi? Soprattutto, perché ha citato solo l’Italia e la Romania? Inoltre sono colpiti dal tempismo: queste dichiarazioni arrivano alla vigilia dell’incontro di Rutte con l’inquilino della Casa Bianca, chiamato dal segretario della Nato «daddy», papà". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:48297987]] In altre parole, nei Palazzi romani serpeggia quello che è qualcosa in più di un dubbio, quasi una certezza: il capo della Nato ha teso "una trappola" a Meloni, che avrebbe trovato quanto accaduto "illogico" e "insensato". Si parla di "mistificazione" e, sottolinea sempre il Corriere della Sera, "Non tornano inoltre nemmeno i numeri diffusi: le operazioni regolari, tutte classificate e quindi segrete, che hanno coinvolto le basi italiane risultano essere - secondo fonti della Difesa - circa 200". E non convince nemmeno la più bonaria delle interpretazioni, e cioè che quello di Rutte fosse "un tentativo di mettere pace, seppur maldestro".
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