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Meloni insultata da Trump, la sinistra che ragiona. Calenda: "Bullo mentitore". Conte: "Inaccettabile". Solidarietà dal Pd
Oggi 19-06-26, 12:17
"Trump è un mentitore seriale nonché un bullo da operetta. Personalmente non credo affatto che Giorgia Meloni abbia implorato alcunché. In ogni caso questi insulti vanno respinti in quanto ledono l'onore della Nazione". C'è qualcuno, anche a sinistra, che preferisce non attaccare la premier dopo le nuove, pesanti parole del presidente degli Stati Uniti contro la premier italiana. Carlo Calenda, segretario di Azione, è tra i primi a commentare le dichiarazioni di Trump secondo il quale Meloni lo avrebbe "implorato di fare una foto" con lui. "Non volevo parlarci, mi ha fatto pena", ha detto il presidente a La7 riguardo all'ultimo vertice del G7 a Evian. Diverse le voci dal Pd a esprimere solidarietà a Meloni: "La dignità della politica estera finita sotto un ponte. Solidarietà", scrive sui social il deputato Enzo Amendola."Non è accettabile il livello di offesa crudele che il presidente Trump ha rivolto alla premier. La figuraccia la fa lui: un prepotente che non si fa scrupolo a danneggiare le relazioni con l'Italia. Molto mi divide da Giorgia Meloni, ma non il rispetto: a lei. Solidarietà", scrive la deputata Lia Quartapelle. Aggiunge sui social il senatore dem Filippo Sensi:"Solidarietà a Giorgia Meloni per le parole inqualificabili di Trump. Nessuno può permettersi questo tono arrogante con chi guida il governo italiano. Tutto mi separa da Meloni e dalla destra, che millantava di fare da ponte. Ma nessuno può trattare l'Italia in questo modo". Per Benedetto Della Vedova, deputato di +Europa, "le parole di Trump nei confronti di Meloni sono inaccettabili e vanno respinte al mittente: non è accettabile che il presidente Usa si rivolga in questo modo triviale nei confronti della Presidente del Consiglio della Repubblica italiana, cui esprimo la mia solidarietà. Trump, comunque, stupisce solo chi non aveva ancora compreso la cifra personale oltre che quella politica. Un bullo, dentro e fuori gli Usa, che ostenta disprezzo per lo stato di diritto e il diritto internazionale". Al coro si aggiunge anche Giuseppe Conte, sia pure con una sfumatura velenosa:"L'Italia non merita di ritrovarsi così platealmente mortificata. Lo dico da cittadino italiano prima che da politico. È del tutto inaccettabile, poi, che un nostro alleato si permetta di parlare in questo modo dei nostri vertici istituzionali. Spero solo - aggiunge il leader del Movimento 5 Stelle - che si apra una riflessione per trarre insegnamento da quanto accaduto. La firma di tutto quel che ci viene richiesto, la rincorsa a foto, a prefazioni di libri non può prevalere mai sul nostro interesse nazionale. Dobbiamo rimboccarci le maniche per il nostro Paese, che deve difendere la sua dignità, la sua credibilità, la sua grandezza". Peggio di lui, però, hanno fatto Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, leader di Avs, secondo i quali Meloni "si deve dimettere".
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