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Milan, pesanti indiscrezioni su Allegri: prima del match decisivo con l'Atalanta...
Oggi 10-05-26, 09:56
Max Allegri riduce tutto all’aspetto mentale. Forse perché nel suo Milan c’è poco altro: gioco e giocatori, infatti, non si stanno più alimentando a vicenda. Servono 6 punti nelle ultime tre partite per la matematica certezza della Champions, ammesso che la Roma faccia bottino pieno. Ma, Champions o meno, il clima attorno al Milan è teso e dentro il Milan c’è confusione a tutti i livelli. Il mondo rossonero pensa che si sia costruito poco. E quando Allegri dice che «il suo obiettivo è rimanere al Milan a lungo», probabilmente qualche tifoso ha alzato gli occhi al cielo. Il popolo rossonero ha avviato una raccolta firme per chiedere le dimissioni dell’ad Furlani, superando quota 20mila sottoscrizioni. Prima della sfida all’Atalanta (20.45, diretta Dazn), a questo punto la più importante della stagione, contesterà la proprietà e la parte di dirigenza che ne fa le veci. «I tifosi dobbiamo ringraziarli, siamo noi a dover invertire l’inerzia», spiega Allegri, che tiene una conferenza di vigilia dai toni tranquilli per isolare la squadra dalla confusione circostante. Però la confusione regna anche nella mente dello stesso allenatore che folleggia sull’assetto tattico in risposta alla carestia di gol: «Tridente? Può darsi». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47618551]] Si valuta di aggiungere un centravanti al posto di un centrocampista, dato che «Modric difficilmente recupererà prima della fine del campionato». L’ipotesi è quindi un passaggio a una sorta di 3-4-2-1 inedito e mai allenato prima, con l’inserimento salvifico del centravanti che il club voleva cedere a fine estate proprio perché non segnava: «Vediamo, se ci sarà Gimenez potremo avere uno o due uomini a girargli intorno». E questi due potrebbero essere Pulisic e Nkunku, oppure Loftus-Cheek. Di certo si susseguono le indiscrezioni sullo scivolamento di Leao in fondo alle gerarchie e, nel caso, direttamente sul mercato. Di fatto, le poche certezze che il Milan si è dato in questa stagione sono svanite o messe in discussione proprio nel momento in cui sarebbero indispensabili. Su di esse dovrebbe poggiare una squadra in crisi che non ha un gioco su cui costruire queste tre partite: dopo l’Atalanta ci saranno Genoa e Cagliari, avversarie che non hanno più nulla da chiedere e nemmeno da perdere. Apparentemente ideali, ma in realtà le peggiori in relazione al fragile stato catatonico del Milan. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47594328]] Stato che viene affrescato meglio dai numeri offensivi. Il Milan di Allegri è una squadra degli anni ’90 – elementare, scolastica, ferma – catapultata nel calcio del 2026, infatti per la prima volta nella storia del campionato a girone unico, cioè dal 1929/30, ha segnato un solo gol in una sequenza di cinque partite consecutive. In questi cinque incontri ha tirato in porta soltanto 8 volte. Se nelle 16 partite del girone di ritorno ha segnato solo 16 gol (una media da squadra che lotta per non retrocedere), è perché durante l’andata non è stata allenata lo straccio di un’idea. Sono 48 gol in 35 partite finora, una miseria di 1,37 in media a gara, la peggior stagione realizzativa degli ultimi 10 anni. Tutta colpa della scarsa qualità degli attaccanti? Sarebbe una conclusione semplicistica, di quelle che piacciono ad Allegri.
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