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Nicola Cocco, il medico No-Cpr che rivendica tutto: "Non valutiamo solo la salute..."
Ieri 19-09-26, 08:23
C’è, eccome se c’è la trama pro-migranti da parte di medici con pochi scrupoli verso la legge. Si fa luce sull’inchiesta legata ai certificati medici fasulli esplosa a Ravenna. Ma la rete dei “no cpr” rivendica la propria azione, mentre Fdi sollecita la Regione a costituirsi parte civile. Uno dei medici indagati, Nicola Cocco, non si limita a giustificarsi quasi ad aver compiuto una buona azione, ma va oltre: «Io non firmerei il certificato “idoneo”, o meglio: io certificherei che nessuno è idoneo per il Cpr». Se non è zuppa è pan bagnato: è aperta sovversione di norme dello Stato. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49152013]] Per suscitare commozione in un incontro con i giornalisti, con i suoi avvocati, Cocco ha detto ancora sui certificati che sarebbero serviti a impedire le espulsioni e i rimpatri di migranti irregolari: «Non ho mai firmato un certificato perché non lavoro in quei contesti dove si firmano i certificati, sono un esperto di medicina delle migrazioni, sono un infettivologo e mi sono messo a disposizione di questa campagna per far emergere la patogenicità dei Cpr e mi ritrovo a essere considerato il capo di un’organizzazione a delinquere». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49156315]] E ha spiegato una serie di elementi per tentare di scagionarsi dalle accuse, ma la difesa appare davvero debole. Chi deve intervenire, però, è proprio la regione Emilia-Romagna, a cui si rivolge Fratelli d’Italia. Emerge un ramificato sistema illecito volto a rilasciare certificazioni mediche mendaci per attestare la falsa non idoneità al trattenimento di cittadini stranieri irregolari all’interno dei Cpr. E per questo la capogruppo di Fdi Marta Evangelisti ha presentato un’interrogazione in cui sottolinea come «quello che inizialmente sembrava configurarsi come un fenomeno isolato o circoscritto a pochi soggetti si è rivelato un vero e proprio meccanismo criminale seriale: le accuse ipotizzate dai magistrati inquirenti parlano espressamente di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e al falso in atto pubblico». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:49163865]] Per Evangelisti «è intollerabile che presidi ospedalieri, ambulatori» venissero usati «per aggirare le leggi in materia di immigrazione e sicurezza». Evangelisti, quindi, sollecita la Regione a procedere con un’ispezione nelle strutture coinvolte, per poi costituirsi parte civile in un eventuale procedimento, «a tutela del prestigio del nostro sistema sanitario». Anche la Lega attacca Cocco («parole gravissime») e annuncia la presentazione di una denuncia.
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